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13/12/2011
Corriere della Sera
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Manovra, in arrivo modifiche sulle pensioni
Liberalizzazioni, i relatori puntano al rinvio |
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MILANO - Le modifiche alla manovra che riguardano l'indicizzazione delle pensioni «stanno arrivando». A confermarlo è il ministro del Welfare, Elsa Fornero. Prima di incontrare il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda ha commentato con i cronisti: «Ogni cosa a suo tempo e il tempo sta scadendo». Da quanto si è appreso il governo dovrebbe depositare alla Camera un emendamento con la nuova versione del tetto oltre il quale sarà abolita l'indicizzazione delle pensioni. Immediata la reazione di apprezzamento del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. «Quando avremo le modifiche - ha detto - , le apprezzeremo. Speriamo siano congrue. Chiediamo però ci sia anche la modifica sull'Ici sulla prima casa».
LIBERALIZZAZIONI RINVIATE - Battuta d'arresto, invece, per le liberalizzazioni. Un emendamento dei relatori Leo e Baretta modifica l'articolo 34 della manovra. Verranno abrogate, ma solo dal 31 dicembre 2012, le seguenti restrizioni: divieto di esercizio di una attività economica al di fuori di una certa area geografica e l'abilitazione ad esercitarla solo all'interno di una determinata area (ad esempio i taxi); l'imposizione di distanze minime tra le localizzazioni delle sedi deputate all'esercizio di una attività economica; il divieto di esercizio di una attività economica in più sedi; la limitazione dell'esercizio di una attività economica ad alcune categorie o divieto, nei confronti di alcune categorie, di commercializzazione di taluni prodotti; la limitazione dell'esercizio di una attività economica attraverso l'indicazione tassativa della forma giuridica richiesta all'operatore; l'imposizione di prezzi minimi o commissioni per la fornitura di beni e servizi; l'obbligo di fornitura di specifici servizi complementari all'attività svolta.
IN AULA MERCOLEDI' - In ogni caso è stato spostato a mercoledì alle 10 l'approdo della manovra in aula alla Camera. Il provvedimento doveva essere licenziato nella giornata di lunedì dalle commissioni Bilancio e Finanze, per arrivare martedì in Assemblea, ma la richiesta dei presidenti Giancarlo Giorgetti (Lega) e Gianfranco Conte (Pdl) è stata accolta dalla presidenza di Montecitorio, con l'ok di tutti i gruppi parlamentari. Governo e partiti politici hanno quindi più tempo per negoziare gli emendamenti alla manovra, che approderà in aula con 24 ore di ritardo.
LE MODIFICHE - Montecitorio dovrà approvare il decreto legge entro sabato 17. Il governo insiste nel chiedere che la Camera mantenga intatti saldi e struttura della manovra, ma su almeno due capitoli le modifiche sono ormai certe: l'adeguamento all'inflazione di tutte le pensioni fino a circa 1.400 euro (ora sono salvi solo gli assegni fino a circa 1.000 euro) e un alleggerimento dell'Imu sulla prima casa, probabilmente alzando la franchigia di 200 euro. Tuttavia, resta da sciogliere il nodo delle coperture, per le quali sono necessari 4-5 miliardi. «Non abbiamo ancora una risposta conclusiva dal governo. Se avessimo già trovato le coperture saremmo già in aula. Siamo orientati a fare tutto quello che serve per trovare una soluzione», ha detto uno dei relatori alla manovra, il deputato del Pd Pierpaolo Baretta.
A PALAZZO CHIGI - Per trovare una soluzione il presidente del Consiglio, Mario Monti, dovrebbe ricevere nel pomeriggio i capigruppo di Pd, Pdl e Terzo polo a Palazzo Chigi assieme al ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda. Il capo del governo interverrà poi martedì pomeriggio presso le commissioni Bilancio e Finanze della Camera che stanno esaminando la manovra per «fare il punto sulla situazione», come annunciato dal presidente della Finanze, Gianfranco Conte. Lo stesso Mario Monti ha avuto in giornata un colloquio telefonico con il premier canadese, Stephen Harper, nel corso del quale si è parlato di crisi finanziaria e sviluppi della situazione nell'eurozona. Monti ha confermato al suo omologo l'intenzione di agire in fretta con «misure decise per assicurare il consolidamento fiscale ed avviare riforme strutturali per far ripartire la crescita in un contesto di equità sociale».
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