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Data: 14/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Il Decreto salva Italia (Le pensioni) - Salve tutte le pensioni fino a 1400 euro. Ma arriva la stangata su quelle d'oro: contributo del 15% sopra i 200mila euro (Come e di quanto si rivaluteranno le pensioni - guarda)

ROMA. Salve tutte le pensioni fino a 1.400 euro e i lavoratori di Termini Imerese, contributo di solidarietà del 15% per quelle superiori ai 200mila euro. E ancora: pagamento in contanti delle pensioni fino a 980 euro e adeguamento più soft alle nuove regole per i più colpiti dalla riforma previdenziale, mentre per i lavoratori autonomi si prevede un'accelerata ulteriore rispetto a quanto previsto inizialmente. Queste le principali novità in materia di pensioni.
Rivalutazione. La perequazione - inizialmente prevista solo per le pensioni fino a 935 euro (il doppio della minima) - sale a 1.405 lordi mensili (il triplo). L'adeguamento all'inflazione sarà pieno. Le pensioni sopra i 980 euro saranno però rivalutate solo nel 2012, mentre il blocco della perequazione dal 2013 toccherà tutte le pensioni superiori al doppio del minimo. Secondo una prima stima della Cgia di Mestre, grazie a questa modifica saranno salve l'87,3% di tutte le pensioni - sono circa 16 milioni - erogate in Italia.
Pensioni d'oro. Con la manovra estiva era stato introdotto un contributo di solidarietà del 5% sulle pensioni per la parte eccedente i 90 mila euro e del 10% per quella eccedente i 150 mila. Ora si aggiunge un nuovo contributo che riguarda le pensioni superiori a 200 mila euro, per le quali sarà chiesto un contributo del 15%. Il balzello anche in questo caso sarà applicato alla parte eccedente i 200 mila euro e varrà fino al 31 dicembre del 2014. In mattinata, il ministro al Welfare Elsa Fornero aveva anticipato di aver proposto un contributo di solidarietà addirittura del 25%, che poi è stato però ridotto in sede di definizione del testo.
Autonomi. Aumenteranno di più e più rapidamente del previsto le aliquote contributive di artigiani e commercianti. L'emendamento del Governo al decreto legge sulla manovra prevede aumenti delle aliquote dell'1,3% nel 2012 e dello 0,45% negli anni successivi fino ad arrivare al 24 per cento. Nel testo originario gli aumenti erano costanti dello 0,3% l'anno e l'aliquota massima era del 22 per cento.
Lavoratori in mobilità. Rispetto al testo originario, viene estesa la platea dei lavoratori attualmente in mobilità che non saranno toccati dalle nuove regole. Inizialmente vi rientravano 50 mila lavoratori interessati da accordi sindacali siglati entro il 30 ottobre, ora si passa a 65 mila comprendendo tutti gli accordi entro il 4 dicembre. In questo modo si salvano anche gli operai Fiat di Termini Imerese e quelli di Alenia.
Penalizzazioni. I lavoratori che andranno in pensione prima di aver raggiunto i 62 anni di età, avranno una penalizzazione minore rispetto a quella prevista nella prima versione che prevedeva un taglio del 2% per ogni anno di uscita anticipata. Ora è stato previsto un alleggerimento: la penalizzazione sarà dell'1% per i primi due anni di anticipo e salirà poi al 2% per ogni anno di anticipo ulteriore.
Eccezioni. In via eccezionale, i lavoratori che abbiano maturato un'anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 e che entro quella data avrebbero maturato i requisiti con le vecchie regole, potranno andare in pensione anticipata se avranno compiuto almeno 64 anni.
Per quanto riguarda le donne occupate nel settore privato, potranno andare in pensione con 20 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2012 se entro quella data avranno compiuto almeno 60 anni di età.

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