ROMA - La nuova Imu sulla prima casa diventa più leggera per le famiglie numerose. In alcune situazioni - valore catastale modesto e nucleo familiare oltre le quattro cinque persone - si continuerà a non pagare nulla. E' l'effetto dell'aumento delle detrazioni in base al numero dei figli a carico, previsto dall'emendamento governativo alla manovra: cinquanta euro di detrazione in più per ciascun figlio, fino a un massimo di quattrocento euro aggiuntivi. Novità anche per chi possiede immobili all'estero e per gli estimi delle banche. Nulla di nuovo, invece, per gli immobili della Chiesa. In tutto gli aggiustamenti sul capitolo casa costano circa 400 milioni di euro.
Prima casa. Per alleggerire il peso della reintroduzione dell'imposta sull'abitazione principale su chi magari ha acquistato la casa dove abita dopo sacrifici di una vita intera, arriva la detrazione modulata in base al numero di figli. Cinquanta euro in più per ogni figlio minore di 26 anni che dimori abitualmente e sia anagraficamente residente nell'abitazione principale dei genitori. C'è però un limite: la detrazione aggiuntiva - che quindi si cumula ai duecento euro base previsti per tutti - può arrivare al massimo a quattrocento euro. Così si legge nell'emendamento: «L'importo complessivo della maggiorazione (50 euro per ciascun figlio, ndr), al netto della detrazione di base, non può superare l'importo massimo di euro 400». La detrazione complessiva nel 2013 (compresi i duecento euro di base previsti per tutti), quindi, non può superare i 600 euro.
In questo modo, comunque, non sono pochi i casi in cui si resterà esenti dalla nuova imposta. Di fatto non pagheranno nulla tutte le famiglie con quattro figli e la prima casa il cui valore catastale rivalutato non superi i centomila euro. E se i figli sono di più, il valore catastale può essere anche più alto (125.000 con sei figli). Così come sarà esentata la famiglia con tre figli a carico che vive in un'abitazione di valore rivalutato non superiore gli 87.000 euro. Certo, non stiamo parlando di alloggi particolarmente lussuosi o grandi. Ma non dimentichiamo che, nonostante la rivalutazione delle rendite del 60% stabilita proprio con questa manovra, sono ancora tanti i comuni sparsi della Penisola il cui valore delle case al Catasto resta abbastanza basso. Ma anche abitazioni piccole ubicate in zone centrali di una media città italiana (vedi grafico) in presenza di più figli, potrebbero risultare esenti dalla nuova Imu, cosa che non accadeva prima dell'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale. Resta poi sempre in piedi la possibilità per i Comuni di manovrare l'aliquota del 4 per mille, diminuendola fino a due punti.
Dal 2014 cambierà anche la detrazione base valida per tutti: non più 200 euro, ma 170.
Immobili all'estero. E' l'altra consistente novità dell'emendamento sul capitolo casa. A partire dal 2011 - si legge nell'emendamento - «viene istituita un'imposta sul valore degli immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati, delle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato italiano». La nuova tassa sarà dello 0,76% (quindi come le seconde case in Italia) sul valore degli immobili. L'emendamento stabilisce anche come calcolare la base imponibile, stabilendo che il valore degli immobili «è costituito dal costo risultante dall'atto di acquisto o dai contratti e, in mancanza, secondo il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è computato l'immobile». Chi negli anni scorsi ha fatto shopping di abitazioni per sè o per i propri figli a New York, Miami, Londra, Parigi, Barcellona o Berlino, tanto per citare le mete predilette degli italiani, è meglio che inizi a farsi i conti.
Banche e assicurazioni. Aumenta il coefficiente moltiplicatore per la rivalutazione delle rendite catastali per banche e assicurazioni. Dai 50 della normativa vigente, passati a 60 con la prima versione della manovra, ora si arriva a 80.