ROMA. Chi sperava che sull'Ici-Imu sulla prima casa, alla fine, arrivasse un colpo di spugna, è destinato a restare deluso. Nell'emendamento del governo viene alzata la franchigia sull'imposta sulla prima casa, che era di 200 euro, ed arriva fino a 400 ma solo per chi ha figli a carico. «Un bel risultato» secondo i partiti che sostengono il governo Monti, che con motivazioni diverse ritengono la correzione del governo un intervento che rende più equa la manovra.
Le richieste che sono arrivate dai partiti all'indirizzo di Monti erano quelle di un alleggerimento della tassa sulla prima casa, nella bozza dell'esecutivo fissata al 4 per mille con una esenzione di base di 200 euro. Così, la detrazione sale per le famiglie con figli conviventi minori di 26 anni. La detrazione base resta di 200 euro (ma scenderà a 170 euro dal 2014), mentre quella massima è di 400 euro. La detrazione «è maggiorata di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni», purché «dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale». Un provvedimento che vuole andare incontro alle famiglie più numerose.
«Lo sconto di 50 euro per ogni figlio sul pagamento dell'Imu è un segnale di attenzione concreto nei confronti delle famiglie che chiedevamo a gran voce da lungo tempo» ha commentato il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa. Analoga soddisfazione è stata espressa dal leader del partito Casini, e un po' da tutto il Terzo Polo. Pollice alzato anche nel Pd. Dario Franceschini commenta: «Il Parlamento sta facendo un buon lavoro e le modifiche introdotte sono significative. La maggiore franchigia per l'Imu, così come l'indicizzazione delle pensioni, tutelano le fasce più deboli». Ben diverso l'umore tra i costruttori e gli agricoltori. La reintroduzione dell'Ici-Imu secondo il presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili, Paolo Buzzetti, «non è avvenuta in modo equo e, complessivamente, la manovra del governo Monti è fortemente depressiva per il settore dell'edilizia, già allo stremo». Critica anche la Confagri: «Ci sono elementi ulteriormente peggiorativi per l'agricoltura, l'applicazione dell'Imu anche ai fabbricati iscritti al catasto terreni e il venir meno della proroga che consentiva le procedure di regolarizzazione attraverso l'accatastamento» dice Confagricoltura in una nota. «Per l'esigenza di fare cassa si colpisce un settore già fragile che non ha avuto alcun incentivo per lo sviluppo».
Detto delle detrazioni sulla tassa sulla prima casa, l'impianto dell'imposta sul mattone dovrebbe rimanere - salvo sorprese - quello già presentato alle Camere nella bozza del governo, e che scatterà dal primo gennaio del 2012.
Quindi, imposta del 4 per mille con franchigia che passa da 200 a 400 euro sulla prima casa; 7,6 per mille sulle seconde case. Sarà mantenuta l'ampia discrezionalità dei Comuni, che sulle prime case potranno aumentare o diminuire la percentuale di due millesimi di punto, fermo restando la franchigia che il Comune potrebbe anche alzare.
C'è poi il capitolo delle rendite catastali. Rivalutate del 60%, sono il moltiplicatore per il calcolo dell'imposta da pagare.
Secondo i calcoli di esperti di settore, l'inasprimento del tributo viene calcolato in poco meno del 75% (con una discrezionalità dei Comuni del 3 per mille). Ieri il governo ha deciso, tra l'altro, di aumentare il coefficiente per la rivalutazione delle rendite catastali per banche e assicurazioni. Dai 50 della normativa attuale, passato a 60 nella bozza della manovra, si arriva ora a quota 80.