Nessun aggravio sui conti correnti fino a 5mila euro, ma aumentano i costi per le imprese. Tetto di 260mila euro lordi agli stipendi dei manager pubblici
ROMA. Oltre ai due grandi capitoli relativi a casa e pensioni, l'emendamento del Governo al decreto salva-Italia introduce una serie di altre novità. La più importante in termini di gettito riguarda l'aumento della tassazione dei capitali scudati, ma arrivano modifiche rilevanti anche per i conti correnti e gli stipendi nel settore della pubblica amministrazione.
Capitali scudati. La prima versione della manovra prevedeva un prelievo dell'1,5% sui capitali scudati. Ora il prelievo è stato portato al 2% e in più si aggiunge anche un'imposta di bollo annuale che sarà del 4 per mille nel 2011, salirà al 10 per mille nel 2012 e nel 2013 e tornerà al 4 per mille dal 2014 in poi. Il prelievo dell'1,5% garantiva un gettito di 2 miliardi. L'imposta di bollo garantirà un gettito di 1,461 miliardi nel 2012 e 1,461 miliardi nel 2013.
Conti correnti. Sparisce il bollo annuale di 34,20 euro per i conti correnti fino a 5 mila euro di giacenza media annua. Per compensare questa misura è stato elevato a 100 euro (da 73,80) il bollo sui conti correnti delle imprese.
Manager pubblici. Nella manovra arriva un tetto al trattamento economico dei manager pubblici. In un emendamento presentato dai relatori si stabilisce come parametro massimo lo stipendio del primo presidente della Corte di Cassazione (pari a circa 250-260 mila euro lordi) e nell'applicazione della norma si tiene conto di tutte le somme cumulate da uno stesso soggetto. Si stabilisce inoltre che i funzionari pubblici «chiamati, conservando il trattamento economico riconosciuto dall'amministrazione di appartenenza, all'esercizio delle funzioni direttive, dirigenziali o equiparate presso ministeri o enti pubblici», comprese le autorità indipendenti, «non possono ricevere a titolo di retribuzione o indennità per l'incarico ricoperto, o anche soltanto per il rimborso delle spese, più del 25% dell'ammontare complessivo del trattamento economico percepito».
Beni di lusso. Si attenuano anche gli effetti della tassa sul lusso. Dopo cinque anni dall'immatricolazione la tassa sulle auto di lusso si riduce, fino a scomparire dopo 20 anni. L'addizionale è ridotta al 60% dopo cinque anni, al 30 dopo dieci anni e al 15 dopo 15 anni. Sorte simile, ma con decurtazioni minori e senza scomparsa, per la tassa di stazionamento sulle barche: le riduzioni sono del 15, 30 e 45 per cento dopo, rispettivamente, cinque, dieci e 15 anni dalla data di costruzione.