Iscriviti OnLine
 

Pescara, 10/04/2026
Visitatore n. 752.990



Data: 14/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Province, addio da marzo 2013. Pronti i ricorsi. Salve solo Trento e Bolzano

ROMA. Con un nuovo emendamento presentato ieri, il governo ha deciso che i consigli provinciali decadranno dal 31 marzo 2013. Il provvedimento corretto stabilisce anche lo slittamento (dal 30 aprile al 30 dicembre 2012) del termine per stabilire le nuove modalità di elezione degli organi provinciali, e quello della scadenza entro cui le Regioni dovranno assumere le funzioni delle Province e trasferirle ai Comuni. Inoltre, in caso di mancato trasferimento, lo Stato interverrà con una legge speciale. Provvedimenti questi, che trovano la netta opposizione dell'Unione delle Province italiane. Giuseppe Castiglione, presidente dell'Upi, lancia un appello al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, perché intervenga a «difendere la Costituzione e la democrazia». La Regioni Piemonte e Veneto hanno annunciato ricorso alla Corte Costituzionale. Il presidente Cota ha concordato l'iniziativa con i rappresentanti delle otte Province piemontesi, riuniti ieri a Torino.
La manovra presentata dal premier Mario Monti il 4 dicembre preannunciava norme per svuotare le Province. Al di là delle bozze circolate in quei giorni frenetici, il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 dicembre spiega che le modalità di elezione sono definite con legge dello Stato e non dalle Regioni, entro il 30 aprile 2012; che il termine di decadenza delle Province in carica non è più indicato con una data, ma si stabilisce che ci sia una apposita legge dello Stato che stabilirà «il termine decorso il quale gli organi in carica delle Province decadono». La data del 30 aprile portava come conseguenza il blocco delle elezioni delle 7 province che dovrebbero andare al voto nel 2012 (Ancona, Belluno, Como, Genova, La Spezia, Ragusa, Vicenza). Ieri però, è arrivato un altro emendamento dell'esecutivo che sposta (al 30 dicembre) la data ultima per fissare le nuove modalità di elezione; fa slittare il termine entro il quale le funzioni delle Province dovranno passare ai Comuni o alle Regioni; e commissaria le 7 Province in scadenza.
Norme che fanno infuriare Castiglione: «I mandati elettivi delle Province non possono essere sospesi o commissariati, e che un Governo tecnico reintroduca norme che già sono state palesemente considerate incostituzionali e per questo cancellate è inaudito».
A salvarsi nel provvedimento del governo sono solo le due Province autonome di Trento e Bolzano, il cui statuto di autonomia - con le relative competenze legislative primarie - è di rango costituzionale: a loro le disposizioni non si applicano ma in ogni caso è demandata la possibilità di adeguarsi entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it