Campania. Giusto un mese fa a guardare la situazione del trasporto pubblico locale, c'era davvero da mettersi le mani nei capelli: l'ultima manovra Berlusconi destinava alla Campania il 9,5% dei 400 milioni previsti per il settore a livello nazionale. «Da un anno all'altro si perdono 15 milioni», denunciò con forza il governatore Stefano Caldoro invocando risorse aggiuntive per un comparto che, nella regione da lui amministrata, fa i conti con un deficit di 500 milioni e duemila esuberi su un totale di 13.800 lavoratori. Con l'avvicendamento a Palazzo Chigi la situazione a breve termine forse migliorerà ma esistono tutte le premesse perché, a partire del 2013, si aggravi ulteriormente: la Manovra "Salva Italia" conferma il fondo di 400 milioni e in più aggiunge altri 800 milioni. Ma è ancora poca roba: in tutto parliamo infatti di 1,2 miliardi, a fronte dei 2,1 miliardi di fabbisogno nazionale. Dal 2013, poi, il fondo dovrebbe essere "alimentato da una compartecipazione al gettito derivante dalle accise" sui carburanti introdotte dalla stessa manovra. Quanto di queste risorse toccherà alla Campania? Nessuno lo ha ancora capito con certezza, ma i vertici regionali di Asstra, associazione delle aziende di trasporto, ipotizzano una distribuzione delle risorse secondo la serie storica: stando a questo scenario, la regione meridionale dovrebbe incassare tra il 9 e il 10% degli 1,2 miliardi. I maggiori dubbi, tuttavia, riguardano il quadro che si delineerà dal 2013 in poi, con l'entrata in vigore del meccanismo ad accise: l'assessore campano ai Trasporti Sergio Vetrella lunedì scorso (12 dicembre) ha incontrato i parlamentari regionali perché, in sede di approvazione del Dl "Salva Italia", provino a strappare emendamenti che garantiscano qualche certezza in più sugli anni a venire. E dire che, fino a questo punto, all'utenza sono stati chiesti notevoli sacrifici, con incrementi del 10% in biglietteria, tagli del 30% alle corse su gomma e del 10% a quelle su ferro. Sempre lunedì scorso, intanto, l'assessore regionale al Lavoro Severino Nappi ha incontrato i sindacati per discutere i meccanismi che regoleranno la distribuzione dei 15 milioni di risorse regionali per ammortizzatori sociali destinati ai duemila lavoratori in esubero. «Non è il caso di fare i catastrofisti - commenta Nappi - ma, con la Manovra Monti, il timore è che potremmo ritrovarci con più esuberi rispetto agli attuali duemila». E sarebbe un paradosso: esodi di massa incentivati dallo Stato, proprio mentre lo Stato innalza l'età pensionabile.