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Data: 15/12/2011
Testata giornalistica: La Sicilia
Un ferroviere: «L'odissea dei siciliani da Palermo a Venezia con tre treni »

Isolani sì, isolati no. E' lo slogan dei ferrovieri siciliani della Fit-Cisl che ieri hanno raggiunto Roma, assieme ai colleghi campani, pugliesi, calabresi e lucani, per portare sotto i Palazzi la protesta contro i tagli di Trenitalia al Sud e chiedere al governo un impegno affinché venga garantito il diritto alla mobilità dei cittadini del Mezzogiorno. Non si tratta solo di difendere posti di lavoro. Aprire una trattativa sulle modalità di pensionamento e cassa integrazione dei lavoratori senza lavoro da domenica scorsa (85 in Sicilia, 800 nel resto del Paese), non è l'unico obiettivo dei lavoratori della Fit-Cisl che sono riusciti a strappare al governo la promessa della riapertura della discussione sul trasporto universale. In un centinaio si sono dati appuntamento ieri mattina davanti al Ministero dei Trasporti (nel pomeriggio la protesta si è spostata al Pantheon per fondendosi col presidio unitario di Cgil, Cisl e Uil contro la manovra). Al sit-in c'erano sono i segretari regionali della Fit-Cisl di Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, Carlo Costa, Angelo Finizio, Pietro Vasco, Annibale Fiorenza e Amedeo Benigno. Preoccupata per la politica di Trenitalia al Sud, anche la segretaria confederale della Cisl, Annamaria Furlan, che si è unita alla delegazione ricevuta dal Segretario particolare del ministro Corrado Passera. L'ammodernamento del parco rotabile, la velocizzazione delle linee, la garanzia del tratto universale, sono fra le proposte contenute nel documento portato all'attenzione del governo che oggi sarà argomento di un'audizione al Senato. «Abbiamo ottenuto - spiega Amedeo Benigno Segretario Generale Fit Cisl Sicilia al termine dell'incontro - la disponibilità del governo, appena terminato l'iter della manovra, a riaprire la discussione sul tema del trasporto universale in presenza dei sindacati, delle istituzioni locali e nazionali e delle ferrovie, e questo è un risultato importante». «Sul futuro del sistema dei trasporti c'è un grave ritardo - incalza Maurizio Bernava Segretario Generale Cisl Sicilia -, un silenzio che ci preoccupa e che va superato. Le Ferrovie non possono abbandonare così la Sicilia. Chiediamo dunque una programmazione unica affinchè Regione e governo nazionale definiscano un accordo di programma vincolando Anas, Ferrovie dello Stato e enti locali a realizzare entro i prossimi dieci anni un sistema integrato di trasporti ferroviario,aeroportuale, di viabilità stradale e trasporto pubblico locale». «Tagliare i trasporti nel Sud significa togliere il diritto alla mobilità a milioni di cittadini e dire alle imprese di non andare ad investire in una determinata parte del territorio - ammonisce Furlan -. Il signor Moretti dia un contributo allo sviluppo del Paese e renda esigibile sia per i cittadini sia per le imprese il diritto alla mobilità». A Trenitalia, che difende le sue scelte tirando in ballo il calo del 25% dei passeggeri, la Cisl risponde che la disaffezione dei cittadini è da imputare esclusivamente alla campagna di disincentivi dell'azienda. Da 14 collegamenti per il Nord e 14 dal Nord, per un totale di 56 treni circolanti nel 2005 in Sicilia, Trenitalia è arrivata nell'arco di sette anni ad un offerta composta da 5 collegamenti di andata ed altrettanti di ritorno con partenze da Palermo e Siracusa. «Ieri c'era una signora alla biglietteria di Palermo. Per arrivare a Venezia avrebbe dovuto prendere tre treni! E' vergognoso», racconta uno dei giovani ferrovieri che hanno perso parte al sit-in. «Per fortuna, noi dovevamo arrivare solo a Roma e ancora i treni per la Capitale ci sono», aggiunge sarcastico. Poi ci pensa un attimo e aggiunge: «E comunque oggi qua ci sarei venuto pure a nuoto! La situazione è insostenibile, lo dico sia come lavoratore sia come siciliano».

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