ROMA. Se la prima versione del decreto salva-Italia aveva comportato un aumento immediato della benzina, l'emendamento alla manovra andrà a colpire le accise sul tabacco. Raschiato ormai il fondo del barile, per trovare le risorse necessarie per alleggerire la tassa sul lusso, il governo è stato costretto a introdurre quest'ultimo balzello per mantenere invariati i saldi della manovra.
Richieste dei partiti e proteste dei sindacati: il decreto salva-Italia è stato limato fino all'ultimo. Alla fine, tra emendamenti del governo e della maggioranza, qualcosa è cambiato. Queste le ultime novità introdotte accanto alle grandi modifiche in materia di casa, pensioni e costi della politica.
Lusso e tabacchi. La riduzione progressiva della tassa sul lusso era già stata annunciata. L'addizionale erariale della tassa automobilistica scenderà rispettivamente al 60, al 30 e al 15% dopo 5, 10 e 15 anni per scomparire del tutto dopo 20 anni. Per le barche invece la tassa è ridotta del 15, del 30 e del 45% decorsi, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni. Ma la vera novità arriva dalla clausola di copertura in base alla quale «con decreto direttoriale dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli è rideterminata l'aliquota dell'accisa del tabacco da fumo in misura tale da conseguire il mancato gettito derivante dalla misura». Certo dunque l'aumento del prezzo delle sigarette, ma non ancora l'entità.
Capitali scudati. Diventa ancora più pesante il prelievo sui capitali scudati. La prima versione del decreto salva-Italia prevedeva una tassa dell'1,5%. L'emendamento del governo ha portato il prelievo al 2% introducendo anche un'imposta di bollo speciale, che ieri è stata ritoccata ulteriormente. Questi gli importi definitivi: il bollo sarà del 10 per mille nel 2012, del 13,5 per mille nel 2013 (l'emendamento governativo lo teneva invece fermo al 10 per mille) e scenderà poi al 4 per mille dal 2014 in poi. Saranno inoltre soggette ad un'imposta del 10 per mille tutte le attività prelevate dal rapporto di deposito.
In arrivo anche un'imposta di bollo dello 0,76% sugli immobili posseduti all'estero da cittadini italiani.
Imu. Non c'è solo la novità legata al bonus da 50 euro per ogni figlio fino a 26 anni (fino a un massimo di 400 euro). Accolto anche un subemendamento all'Imu agricola: il moltiplicatore per stabilire la base imponibile dei terreni scende da 120 a 110, ma resta comunque molto più elevata rispetto al 75 attuale. Rivalutazione più alte saranno previste anche per gli immobili in cui si trovano banche e assicurazioni, ai quali sarà applicato un moltiplicatore dell'80 per cento.
Conti correnti. A proposito di banche, sparisce l'imposta di bollo da 34,20 euro per i conti correnti di persone fisiche con giacenza media annua inferiore ai 5000 euro, mentre sale da 73,80 a 100 euro l'imposta per i conti correnti delle imprese.
Patrimoniale. Resta l'imposta di bollo dell'1 per mille sulle attività finanziare (nel 2013 il prelievo sale all'1,5 per mille), ma dal 2013 sparisce il tetto massimo che nella prima versione del decreto salva-Italia era stato fissato a 1.200 euro.
Manager pubblici. Arriva il tetto agli stipendi dei manager pubblici: nella pubblica amministrazione non si potrà guadagnare più di quanto riceve il primo presidente della Corte di Cassazione (ovvero 311 mila euro lordi).
Libretti di deposito. Si posticipa al 31 marzo 2012 il termine entro il quale i libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a mille euro devono essere estinti ovvero il loro saldo deve essere ridotto entro tale importo. I buoni fruttiferi postali saranno tassati dello 0,1% nel 2012 e dello 0,15% dal 2013.
Viene fissato all'1,5% il tetto massimo per le commissioni a carico dei commercianti sui pagamenti effettuati con carte di credito.