ROMA. I consumatori ricalcolano la ricaduta della manovra per le famiglie italiane: 3mila 160 euro, sommando la manovra Monti a quelle di Berlusconi, da qui al 2014. Una stangata che si somma alla perdita di recchezza delle famiglie italiane, dato, questo, censito dalla Banca d'Italia.
Sì, la crisi finanziaria morde i bilanci e intacca la ricchezza delle famiglie italiane. L'indicazione emerge dallo studio di Bankitalia sulla ricchezza delle famiglie italiane pubblicato ieri. Secondo i dati di Via Nazionale, infatti, nel «tra la fine del 2009 e la fine del 2010 la ricchezza netta complessiva a prezzi correnti è rimasta invariata» ma «a prezzi costanti (utilizzando il deflatore dei consumi) si è ridotta nell'ultimo anno dell'1,5 per cento». Inoltre, aggiunge Bankitalia, «dalla fine del 2007, quando l'aggregato ha raggiunto il suo valore massimo, il calo è stato pari al 3,2 per cento».
La tendenza sarebbe confermnata anche dalle stime preliminari sul 2011: è vero, dice Bankitalia, che «nel primo semestre 2011 la ricchezza netta delle famiglie sarebbe leggermente aumentata in termini nominali (0,4% per cento) per effetto di un aumento delle attività sia reali (1,2%) sia finanziarie (0,4% cento) ma - tenuto conto dell'andamento degli indici di prezzo - nei primi 6 mesi dell'anno si conferma una moderata tendenza flettente della ricchezza netta in termini reali».
In arrivo - intanto - la nuova stangata per le famiglie italiane. Con la manovra del governo Monti, secondo Adusbef e Federconsumatori, le ricadute al 2014 saranno pari a 1.129 euro l'anno a famiglia, che, sommando anche le misure 2011 del governo Berlusconi, salgono a 3.160 euro. L'impatto sulla capacità di consumo è del 7,6% annuo. Secondo i calcoli delle due associazioni, a regime le ricadute della manovra in via di approvazione saranno pari a 197 euro di tagli e 932 euro di imposte. I tagli riguardano il mancato adeguamento dell'indicizzazione delle pensioni oltre 1.000 euro (34 euro l'anno) e quelli agli enti locali (163 euro l'anno). Per quanto riguarda invece le imposte la tabella evidenzia 270 euro da aumenti dell'Iva, 405 euro per l'Imu prima casa, 120 euro per le accise sulla benzina, 47 euro per il bollo sui depositi, 90 euro per l'addizionale regionale allo 0,3%. Il totale ammonta così a 1.129 euro l'anno, che salgono a 3.160 euro se si sommano le misure varate nel 2011 dal governo Berlusconi, che hanno ricadute per 2.031 euro. Pesante sarà anche l'impatto sui consumi: nel 2014, una famiglia di tre persone con una retribuzione netta nel 2011 di circa 32mila euro registrerà una caduta nella capacità di consumo di circa il 7,6% annuo.