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Data: 15/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Troppi tagli, alziamo l'Imu» Alemanno: «Costretti dalla riduzione dei trasferimenti statali»

Il Campidoglio: senza aumento mancherebbero in bilancio altri 140 milioni

La nuova Imu - l'imposta municipale unica che dal 2012 prenderà il posto dell'Ici - per i romani potrebbe essere ancora più pesante del previsto. L'allarme l'ha lanciato, ieri, Gianni Alemanno: «Fra i tagli previsti e l'aliquota base dell'Imu c'è uno squilibrio di un miliardo e 400 milioni - spiega il sindaco - Si affida ai Comuni la possibilità di riequilibrare, quindi noi dovremmo accrescere l'aliquota base dell'Imu». In sostanza il Campidoglio, duramente colpito dai tagli di tutte le ultime manovre nazionali, potrebbe essere obbligato a innalzare al massimo possibile la nuova imposta, destinata a colpire i cittadini della Capitale molto più del resto d'Italia, per recuperare ulteriori 140 milioni che, secondo le stime, verrebbero a mancare a Roma.
«Nella manovra c'è stata una drastica riduzione dei trasferimenti, compensati con la possibilità da parte dei comuni di avere l'Ici sulla prima casa, l'Ici nel suo complesso e l'Irpef sugli affitti, che insieme si chiamano Imu». Questa è l'unica imposta sulla quale il Campidoglio ha la possibilità di intervenire. L'addizionale comunale Irpef, infatti, è già al livello massimo possibile (0,9 per cento) per effetto dell'enorme debito pregresso che grava sulle casse di Palazzo Senatorio.
Le varie tariffe, invece, sono direttamente legate al servizio corrispondente. La Tia (l'ex tariffa rifiuti), per esempio, deve finanziare per intero il lavoro dell'Ama: nel 2012, per inciso, aumenterà almeno del 3,3 per cento, a causa della prima tranche dell'Iva non versata del 2010. Stesso discorso per il biglietto dell'Atac: da giugno dovrebbe aumentare a 1,50, secondo quanto previsto dal piano industriale dell'azienda, ma i ricavi serviranno a compensare in parte i pesanti tagli al trasporto pubblico.
In sostanza, per incidere sulla cassa il Campidoglio può agire soltanto sull'Imu. Per la prima casa, il decreto salva Italia prevede un'aliquota base pari al 4 per mille del valore catastale dell'immobile, che i Comuni potranno ridurre fino al 2 per mille o innalzare al massimo al 6. Per Roma, stando così le cose, è probabile che l'aliquota sia fissata a un livello più alto rispetto alla soglia standard del 4 per mille. «Dobbiamo fare ancora i conti - sottolinea Alemanno - però noi subiamo questo taglio». Come dire: la manovra nazionale ci impone di alzare le aliquote per far quadrare i conti e non dover tagliare i servizi essenziali per i cittadini.
Il Pd, però, attacca: «Non c'è dubbio che, a questo punto, Gianni Alemanno sarà ricordato non solo come il sindaco della parentopoli, dell'affittopoli, della Roma pericolosa, sporca e trafficata - sostiene il senatore Raffaele Ranucci - Ma verrà anche ricordato come il sindaco delle tasse». Replica Gianni Sammarco, coordinatore romano Pdl: «Sabato 17 saremo presenti in tutti i municipi di Roma con i tradizionali gazebo - dice il parlamentare - Verrà distribuito materiale per spiegare non solo come la giunta Alemanno ha affrontato e affronterà la crisi, ma sarà anche presentato un piano di undici punti per rilanciare l'economia romana».


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