Di Lorenzo: mi auguro che il sindacato rientri a fine 2012 Solidarietà di Sel e Rifondazione
ATESSA. A ventiquattr'ore dalla firma suscita già reazioni diametralmente opposte il contratto di Fiat auto che si estenderà sui 6.200 lavoratori Sevel a partire dal 1º gennaio 2012. Da una parte viene esaltata la "salvezza" di un contratto scritto in un contesto economico mondiale che non ha nulla di certo e di garantito, dall'altra c'è la netta contrapposizione a un nuovo modello di relazioni sindacali.
Un modello che "stritola" chi non è daccordo lasciandolo fuori dai cancelli delle fabbriche e fuori da ogni futura trattativa. Ed è la sinistra la prima a manifestare solidarietà incondizionata alla Fiom. A cominciare dal coordinamento regionale di Sinistra Ecologia e Libertà che ha annunciato manifestazioni davanti ai cancelli della Sevel nei prossimi giorni. «La Fiom è stata estromessa dal più grande gruppo industriale italiano ed abruzzese», si legge in una nota, «il problema non è solo sindacale, ma riguarda la democrazia essendo del tutto evidente che attraverso la furbata dell'uscita da Confindustria, Fiat ha inteso colpire il più grande sindacato dei metalmeccanici italiano».
Anche Marco Fars, segretario regionale di Rifondazione Comunista bolla come «gravissima» la volontà di «espellere dalle fabbriche del gruppo la Fiom e con essa la possibilità dei lavoratori di organizzarsi sindacalmente».
Il dito è puntato anche contro Fim-Cisl e Uilm-Uil, organizzazioni sindacali che secondo Fars, sarebbero «complici di un modello che non è competitivo, nè di modernizzazione, ma solo una moderna schiavitù».
Anche la nuova metrica Ergo-Uas sarebbe secondo Rifondazione Comunista l'avvio ad un «peggioramento delle condizioni di lavoro: non serve che sia sperimentale fino a marzo, anche a Pomigliano si è iniziato così».
Più cauto il mondo industriale che saluta il nuovo contratto come un fatto «positivo» nel contesto di cambiamento mondiale a cui si assiste.
«Sul piatto della bilancia bisogna considerare se mantenere l'azienda in Abruzzo», sottolinea Paolo Primavera, presidente di Confindustria Chieti, «o rischiare una delocalizzazione. Ormai il mondo economico e delle relazioni sindacali è cambiato, bisogna orientarsi in un contesto internazionale».
Silvio Di Lorenzo, presidente della Camera di Commercio di Chieti e vice presidente di Honda Italia giudica favorevolmente l'accordo, ma, aggiunge, «mi auguro che la Fiom possa rientrare a fine dicembre 2012».
Anche il sindaco di Atessa, Nicola Cicchitti, interpreta l'accordo come una «possibilità di sviluppo nell'interesse dei lavoratori».
Resta l'amarezza di Nicola Di Matteo, segretario regionale della Fiom: «Lavoreremo in tutti i modi, con le istituzioni, gli altri sindacati e il territorio, per porre la questione democratica all'interno delle fabbriche: è impensabile e di una gravità senza precedenti escludere la Fiom da tutte le fabbriche del gruppo Fiat». Intanto il segretario nazionale Fiom, Maurizio Landini, atteso per oggi in Sevel, ha annunciato di rimandare l'incontro con i lavoratori della Val di Sangro a lunedì prossimo.