Iscriviti OnLine
 

Pescara, 10/04/2026
Visitatore n. 752.990



Data: 16/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Scontro sulle liberalizzazioni. Passera: resistenze pazzesche. Malumori nel Pd, ma Bersani: votiamo sì e non molliamo

Il Terzo Polo presenta un ordine del giorno per la deregulation

ROMA Sulle liberalizzazioni non è finita lì. Ci sarà un secondo tempo della manovra, e a quel punto il tema verrà ripreso e rilanciato. Lo annuncia e promette Corrado Passera, il ministro interessato: «Ci sono state resistenze pazzesche, ma quello che avevamo in mente sulle liberalizzazioni lo porteremo fino in fondo». Promessa confermata durante l'audizione del ministro in commissione alla Camera, dove Passera ha annunciato che i prossimi impegni del governo riguarderanno crescita e liberalizzazioni. Mario Monti non nega le frenate e gli ostacoli giunti da varie parti in materia di deregulation, «non mi sono stupito, le resistenze non sono una novità, anche in Europa è successo così».
Non demorde soprattutto Pier Luigi Bersani, l'autore delle famose «lenzuolate» quando il ministro dello Sviluppo era lui. Il leader del Pd, pur all'interno di un quadro favorevole al governo che lo porterà a rinnovargli oggi la fiducia, tuttavia è stato tra i più critici a commentare la battuta d'arresto in tema deregulation («sono stupefatto, da un governo tecnico ci si poteva aspettare di più»), ma il giorno dopo alle critiche sono subentrati gli auspici e i proponimenti. «Andremo avanti, il mondo non finisce qui, sia sui lavoratori precoci che sulle liberalizzazioni non molleremo», ha spronato il segretario democrat davanti ai deputati del gruppo riuniti in assemblea. Rimane nel Pd l'amaro in bocca per la mancata azione liberalizzante, con Dario Franceschini che da una parte riconosce che «non si poteva ottenere di più», ma dall'altra punta il dito su palazzo Chigi rivelando un risvolto inedito: «E' stato il governo a presentare gli emendamenti che hanno annullato le liberalizzazioni su taxi, farmacie e autostrade, contro il nostro parere. Ci voleva più coraggio».
Il Pd adesso guarda all'immediato futuro, e Bersani fa capire che a breve se non a brevissimo ci saranno i margini per tornare sul tema e riuscire a varare qualche proveddimento liberalizzante. Come? Lo rivelano Gianluca Galletti dell'Udc, Linda Lanzillotta dell'Api, Benedetto Della Vedova del Fli, che a nome del Terzo Polo hanno promosso un ordine del giorno che impegna il governo a presentare «entro un mese» la legge sulla concorrenza inserendo al suo interno «un pacchetto robusto di liberalizzazioni» che vada oltre taxi e farmacie e riguardi piuttosto la deregulation di mercati, servizi e professioni.
Bersani nel frattempo ha dovuto affrontare i primi sia pur timidi dissensi interni. L'assemblea dei deputati è stata convocata proprio per questo, Franceschini si è presentato con due cartelle fitte fitte in cui si elencavano le modifiche ottenute, «dobbiamo essere onesti, Monti la manovra l'ha migliorata, di più non si poteva strappare», la tesi del capogruppo. Ma è stato Bersani a porre sul tappeto il tema politico, che andava oltre il dissenso esplicito di due deputati, Esposito e Boccuzzi, che intendevano astenersi sul problema dei lavoratori precoci. Il leader ha posto una vera e propria questione di fiducia: «Chi vota contro Monti vota contro il Pd e il suo segretario». Forse non c'era bisogno di tanta pressione, probabilmente Bersani ha voluto essere così fermo per stoppare sul nascere ogni malumore presente e futuro, fatto sta che i due malpancisti si sono detti subito convinti e rassicurati dalle parole del segretario e il dissenso è rientrato: «Voteremo la fiducia».
Chi invece non rientra per niente è Antonio Di Pietro, che oggi voterà la sfiducia al governo dopo neanche un mese che aveva dato disco verde. Un passo che fa emergere ancora di più nel Pd quanti da tempo vogliono recidere il cordone ombelicale con l'Idv. E' il caso del lettiano Guglielmo Vaccaro che senza giri di parole annuncia: «Con il no dipietrista a Monti, il solco tra Pd e Idv si allargherà irrimediabilmente, mai più alleati con Di Pietro».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it