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Data: 16/12/2011
Testata giornalistica: Corriere della Sera
L'allarme degli industriali «Dare più fondi all'Atac» Appello «La scure della Regione può creare una nuova Alitalia»

Non c'è solo il Campidoglio. Ora sono anche gli industriali a lanciare l'allarme sull'Atac. Vicenda, quella del trasporto pubblico locale, che si intreccia con l'Imu e il bilancio del Comune. È una sorta di effetto domino: il Governo toglie soldi alle Regioni, il Lazio li toglie all'Atac e il Comune li leva ai cittadini possessori di casa. In mezzo, ci sono gli industriali, preoccupati per quella che viene definita «una nuova, potenziale, Alitalia»: l'Atac è una società da 13 mila dipendenti, e la riduzione di trasferimenti da parte della Regione potrebbe portare ad esuberi e cassa integrazione. Per questo, l'altro giorno, nella giunta di Unindustria (nella quale è entrato Carlo Tosti, ad di Atac), il presidente Aurelio Regina ha lanciato l'allarme: «La situazione sul trasporto pubblico locale - ha detto - è molto seria. Stiamo parlando con la governatrice Polverini e col governo, per cercare di risolvere la questione e ridurre i tagli all'azienda». In atto, quindi, una sorta di moral suasion: chiudere i rubinetti all'Atac, in questo momento, per gli industriali equivarrebbe ad aprire una ferita sociale molto grave. Anche perché, sullo sfondo, c'è una vera e propria lotta intestina tra Regione e Comune, Polverini di qua e Alemanno di là. Il consigliere Pd Massimiliano Valeriani l'ha definita la «Guerra dei Roses»: solo che, nel film, Michael Douglas e Kathleen Turner finiscono schiacciati dal lampadario monumentale della loro casa, che nessuno vuole abbandonare. Nel caso in questione, all'Atac spetterebbe la parte del lume. Al Campidoglio, e ora anche tra gli industriali, hanno un sospetto: la Regione sottostima l'entrata dalla maggiorazione delle accise sulla benzina e sovrastima i tagli all'Atac, superiori addirittura a quelli applicati dal governo sul Tpl. Da Palazzo Chigi, per i trasporti laziali, ci sono (dopo l'ultima rimodulazione) 49 milioni di euro in meno. E, secondo la finanziaria presentata dalla Polverini, l'Atac avrà 127 milioni in meno: 10 per le «Ferrovie concesse» e 117 per il trasporto di superficie. Una mazzata incredibile, con una riduzione del 40% dei trasferimenti regionali, a fronte di una penalizzazione inesistente (o quasi) per Cotral e Trenitalia. Il sospetto, ora, che la Regione - togliendo soldi ad Atac - cerchi di recuperare una parte del miliardo in meno che riceverà dal governo. Ma, così facendo, il Campidoglio - che aveva preventivato di «integrare» il contratto di servizio di Atac con 30 milioni - dovrà tirarne fuori un centinaio in più. Soldi che, appunto, verrebbero anche dall'Imu, la cui rimodulazione può produrre benefici superiori a quelli necessari per i tagli del governo Monti ai Comuni.

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