Avezzano. La Polizia ferroviaria ha aperto un'indagine sull'episodio. Due giovani visti fuggire poco dopo il boato
AVEZZANO - Una vera e propria esplosione nel tunnel che porta dal piazzale dell'Arpa a piazza Matteotti ad Avezzano. Un petardo di grosse dimensioni, una bomba carta come l'hanno definita gli studenti che in quell'assurdo budello passano ogni giorno. Ha colpito una studentessa a un piede, creato panico e fumo in quei quaranta metri che passano sotto ai binari della stazione ferroviaria. Ora la Polfer di Avezzano sta cercando due persone: due studenti probabilmente. La descrizione è quella e l'episodio deve essere ricondotto al fatto che i due avevano tutta l'intenzione di fare uno scherzo. Ma ora rischiano grosso: una denuncia probabilmente per lesioni (ma la studentessa non si è fatta ricoverare) per procurato allarme e qualcuno parlava ieri anche di detenzione di materiale esplodente. Tutto ora dipenderà dal rapporto che gli uomini della Polfer di Avezzano presenteranno al magistrato. Perché certamente una denuncia ci sarà: lo si deduce dal fatto che gli agenti già ieri si erano messi in giro a cercare testimonianze.
Il sottopassaggio di Piazza Matteotti è stato già al centro di una serie di polemiche: in pratica si tratta dell'unico vero modo di transitare dal centro alla parte nord della città. Quello che collega piazza Risorgimento con le scuole che sono al di là del piazzale Arpa, di piazzale Kennedy. La mattina è strapieno: vi transita gente che si reca in centro a lavorare o studenti che vanno a scuola o ancora tutti quelli che scendono dal bus e devono prendere il treno e viceversa. Farci esplodere un petardo diventa un dramma. Il fumo non esce, rimane tutto collocato all'interno e impedisce la visuale. Provoca il panico e può creare problemi seri.
Ieri mattina fortunatamente non si è verificato nulla di grave ma il dramma poteva succedere. La notte, poi, i luoghi sono intransitabili e notoriamente rifugio di senzatetto. C'è gente che dorme all'interno del pilone di ferro adagiato al suolo che doveva essere utilizzato per i fili dell'alta tensione e poi rimasto lì a causa del noto ricorso dei residenti che non li volevano sulle loro teste. Un luogo di degrado al centro della città che può diventare pericolo in qualunque momento. Va sorvegliato e monitorato almeno con telecamere che funzionino anche di notte.