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Pescara, 28/10/2020
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Data: 17/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tagli al trasporto ferroviario - «Trasporti, ora la Regione si muova». Monta la protesta dopo i tagli di Trenitalia. Rolandi (Filt Cgil): «Trenitalia e il suo ad Moretti stanno umiliando l'Abruzzo nell'indifferenza delle istituzioni locali»

Il caso. Monta la protesta dopo i tagli di Trenitalia, sindacati e opposizioni suonano la carica. Chiesto un Consiglio comunale straordinario a Pescara. Idv: «Chiodi deve darsi una mossa»

PESCARA - E adesso il caso-trasporti è ufficialmente esploso in tutta la sua evidenza. Lo avevamo scritto su queste pagine: quel che sta accadendo all'Abruzzo è inaccettabile, il sistema dei trasporti e delle infrastrutture ad esso dedicate peggiora ad una velocità inversamente proporzionale a quella dei treni rimasti a disposizione dell'utenza abruzzese dopo i tagli di Trenitalia. E' tempo che la politica batta un colpo, ma un colpo forte.
Dice Franco Rolandi, segreteria Filt Cgil di Pescara: «Trenitalia e il suo ad Moretti stanno umiliando l'Abruzzo nell'indifferenza delle istituzioni locali. Lo stupore dell'assessore regionale Morra e del sindaco di Pescara Albore Mascia ci sconcerta, ma i due non ci convincono quando affermano di non essere stati avvertiti dei tagli ai treni. La verità è che Governo centrale e Trenitalia hanno imposto all'Abruzzo le loro decisioni e che la Regione manca di programmazione. Servirebbero dirigenti che conoscano perfettamente il territorio e le sue esigenze, invece si naviga a vista e l'Abruzzo rischia la totale emarginazione dal resto d'Italia». Le segreterie regionali del settore trasporti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal chiedono l'urgente riordino del trasporto pubblico locale, incalzano la maggoranza al governo della Regione «che in linea con le precedenti si distingue per mancanza di qualsiasi programmazione e pianificazione» e invitano i lavoratori a mobilitarsi.
Sul versante politico c'è il capogruppo regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo: «La città di Pescara dovrebbe porsi alla testa di un'iniziativa che possa contrastare le scelte sciagurate di Trenitalia e di Moretti. Avvierò subito una raccolta di firme per un Consiglio comunale straordinario cui invitare Chiodi, Morra, i sindacati, le associazioni dei consumatori e ambientaliste e tutte le forze sociali interessate a difendere il nostro territorio». Cesare D'Alessandro, vice capogruppo regionale Idv: «Trenitalia lascia l'Abruzzo a piedi, violando il diritto costituzionale alla mobilità dei cittadini. Presenteremo una risoluzione urgente nel prossimo Consiglio regionale che impegni la Giunta a premere sul Parlamento per ristabilire una corretta politica dei trasporti. Chiodi si dia una mossa e rappresenti al Governo come Trenitalia stia umiliando prepotentemente l'Abruzzo. Chiederemo a tutte le forze politiche presenti in Consiglio di fare fronte comune».
E questa sembra l'idea migliore, perchè se adesso sono, come ovvio, le forze all'opposizione al governo regionale a scendere in campo, questa non deve e non può essere la battaglia di una parte sola. E' tutto l'Abruzzo che viene lasciato a terra, non solo chi rappresenta una parte politica mentre gli altri sono a cavallo: prima lo si capisce meglio è, se si vuol salvare qualcosa. Se si vuole.


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