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Pescara, 11/04/2026
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Data: 17/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Sindacati: trasporti da riformare. Treni soppressi in Abruzzo, Acerbo (Rifondazione) chiede un consiglio straordinario a Pescara

L'ultima richiesta alla Regione, il 22 dicembre l'incontro decisivo

PESCARA. I segretari regionali dei sindacati Cgil, Cisl, Uil Ugl e Confsal hanno dato una sorta di ultimatum alla Regione sulla questione dei trasporti locali. Se dall'incontro fissato per il 22 dicembre nella sede dell'assessorato regionale ai Trasporti non dovessero arrivare «risposte concrete e definitive» sulla riforma del settore (servizi minimi, piano triennale dei servizi, piano integrato regionale dei trasporti), i sindacati preannunciano «l'apertura delle procedure di raffreddamento e conciliazione con relativa mobilitazione dell'intera categoria».
Ma non è solo il tema della riorganizzazione del sistema locale dei trasporti a essere al centro delle polemiche sindacali e politiche. L'altro tema, quello della soppressione di linee con l'entrata in vigore - domenica scorsa - del nuovo orario di Trenitalia, è al centro di un documento molto polemico diffuso ieri dalla Filt-Cgil.
«C'è veramente da essere sconcertati e demoralizzati», scrive il sindacato a proposito dei tagli. «In un contesto già di per sè delicato nel quale incombono ulteriori pesanti tagli al settore, abbiamo assistito, con l'entrata in vigore dei nuovi orari invernali di Trenitalia, a un'ennesima operazione a danno del nostro territorio in grado di mettere seriamente in discussione l'intero sistema dei trasporti e della mobilità».
«L'operazione di Trenitalia scattata l'11 dicembre scorso», prosegue il sindacato, «ha colpito il centrosud del Paese e che ha come vittime predestinate la regione Abruzzo e la città di Pescara in modo particolare. L'aspetto tuttavia paradossale è che l'evento sia stato rappresentato attraverso una campagna mediatica promossa dalla stessa Trenitalia, dalla quale emerge o emergerebbe uno scenario diametralmente opposto rispetto a quello che in realtà si è materializzato come un incubo per gli abruzzesi a partire da domenica scorsa».
Secondo Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione comunista, «la città di Pescara dovrebbe porsi alla testa di una iniziativa volta a contestare le scelte sciagurate di Trenitalia e dell'amministratore delegato, Mauro Moretti. «Per noi notoriamente l'ad Moretti rappresenta l'emblema di una politica bipartisan di privatizzazione e di espropriazione di infrastrutture e servizi che costituiscono dei beni comuni. Una politica che colpisce i diritti dei cittadini, dei lavoratori, dei territori. Pescara è cresciuta intorno alla ferrovia e alle sue stazioni. La sua classe dirigente non può assistere silente al consumarsi di un delitto ai danni dell'intera comunità».
«Per questa ragione», conclude Acerbo, «comincerò subito la raccolta delle firme per un consiglio comunale straordinario e aperto a cui invitare il presidente della Regione e l'assessore Morra, la Provincia, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei consumatori e ambientaliste (senza treni non c´è mobilità sostenibile) e tutte le forze sociali interessate a difendere il nostro territorio».

D'ALESSANDRO

Trenitalia arrogante

L'AQUILA. Secondo Cesare D'Alessandro, «Trenitalia abbandona l'Abruzzo senza garantire servizi essenziali come fa, invece, nelle regioni del Nord e della costa tirrenica fino a Napoli». Si tratta, dice il consigliere regionale dell'Idv, di un «atto di prepotenza inaccettabile che si sta consumando nel più totale silenzio del presidente Chiodi dal quale non registriamo alcuna reazione all'arroganza del gruppo Ferrovie dello Stato».

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