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Data: 17/12/2011
Testata giornalistica: La Stampa
Tagli al trasporto locale, sono 500 i posti a rischio in Piemonte

Un settore da 2000 addetti Sono oltre 2 mila gli addetti delle 60 aziende che trasportano 40 milioni di passeggeri ogni anno con 1600 mezzi che fanno 64 milioni di chilometri in Piemonte Il rischio di veder sfilare proprio alla vigilia di Natale decine di pullman nel centro della città è molto alto. Questa volta a protestare potrebbero essere gli imprenditori del trasporto locale extraurbano che attaccano i tagli al settore operati dalla Regione e annunciano che sono a rischio non meno di 500 posti di lavoro e collegamenti essenziali per i cittadini. Spiega Nicola Proto, presidente dell'Anav, che aderisce alla Confindustria: «La Regione ha deciso di tagliare per il 2012 il 15% delle risorse; un taglio letale per le aziende e letale anche per gli utenti perché i servizi saranno tagliati». Aggiunge: «Il nostro è un settore composto da una sessantina di aziende private con oltre 2 mila addetti. I 1600 mezzi trasportano 40 milioni di passeggeri e macinano 64 milioni di chilometri su e giù per il Piemonte». L'Anav protesta per i tagli. Ma avanza anche una proposta: trovare una mediazione al taglio. Dice Proto: «Secondo i vigenti contratti di servizio nel 2013 le risorse per il settore avrebbero dovuto essere 111 milioni, con i tagli saranno 84,6. Noi chiediamo di assestarci a 104,8. Dimostriamo la volontà di collaborare». A far inferocire gli imprenditori è il fatto che le gare per l'affidamento del servizio sono state fatte e vinte mentre «la Regione si comporta come se non ci fossero contratti che deve rispettare». Proto polemizza: «Avevamo proposto di aspettare le ripartizioni di fondi nazionali e invece la Regione ha deliberato un taglio per i mezzi su gomma del 15% dal gennaio 2012 e del 17% dal gennaio 2013, senza riconoscere l'inflazione». La rabbia poi sale perché il governo ha adottato un provvedimento di incremento del fondo per il trasporto locale da 400 a 1200 milioni. Scelta che fa dire a Proto: «I tagli in Piemonte sembrano essere davvero fuori luogo». E cita il caso dell'Emilia-Romagna: «Quella giunta ha già messo in programma un provvedimento che prevede l'azzeramento dei tagli ipotizzati in precedenza». E così gli imprenditori pensano addirittura a una clamorosa protesta nei prossimi giorni. Non hanno dubbi: «Andremo in piazza per difendere le nostre aziende, in nostri dipendenti e gli utenti». Cerca di sdrammatizzare l'assessore regionale Barbara Bonino: «Non è il caso di creare allarmismi infondati: la riprogrammazione del servizio terrà conto delle esigenze degli utenti che risiedono in zone disagiate». E spiega: «Il nostro obiettivo è rendere più efficiente il servizio e ridurre gli sprechi: non possiamo più permetterci né bus, né treni che viaggiano semivuoti. L'operazione di efficientamento del sistema del trasporto pubblico regionale deve vedere un ruolo attivo da parte di tutti i soggetti coinvolti: ed anche le aziende devono sforzarsi di offrire il loro contributo per riprogrammare il servizio».

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