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Pescara, 10/04/2026
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Data: 17/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Più investimenti sull'innovazione» Confindustria traccia la road map per la ripresa, ma servono infrastrutture «Le scelte relative al taglio delle corse dei treni rappresenta la volgarizzazione degli investimenti»

L'innovazione in ogni campo e in ogni settore per tornare a crescere. È questo il tema 2012 di Confindustria Pescara, lanciato ieri nella sede di via Raiale in occasione della consueta assemblea annuale degli imprenditori. Dopo Pubblica amministrazione e semplificazione, il fil rouge del dibattito e delle iniziative organizzate lo scorso anno, questo 2012 vedrà dunque come protagonista proprio il tema dell'innovazione, vero ostacolo per lo sviluppo competitivo delle nostre imprese. Con l'obiettivo di ridestare un dibattito costruttivo, ieri sono stati invitati a portare la loro testimonianza tre personaggi eccellenti del mondo dell'innovazione italiano: Andrea Pontremoli, ceo and general manager di Dallara spa; Luca Paolazzi, direttore Centro studi Confindustria; e il sociologo Giuseppe Roma, direttore della Fondazione Censis. «In questo grave momento di crisi - ha esordito il presidente di Confindustria Pescara, Enrico Marramiero in apertura di assemblea - l'atteggiamento degli operatori non deve essere passivo ed è quindi necessario seguire la strada dell'innovazione. Bisogna reagire e avere in coraggio di investire su essa per poter guardare al mercato internazionale».
In Abruzzo in particolare, dove a destare particolare preoccupazione è l'emorragia di imprese della Val Pescara, ciò che appare indispensabile è aggregare le Pmi (piccole e medie imprese) per essere più permeabili al trasferimento tecnologico e a nuove acquisizioni di tecnologie. È questa una delle strade da battere per uscire dalla stagnazione, dalla palude in cui non solo l'Abruzzo, ma l'Italia intera, «vive da oltre dieci anni», come ha spiegato Roma, «cioè da ben prima della crisi mondiale». Il direttore del Censis, nel suo intervento, ha sottolineato ripetutamente l'importanza del fattore umano: «Nell'ultimo decennio l'occupazione è cresciuta del 7,5 per cento nel nostro Paese a fronte di una crescita del pil del solo 4 per cento. Unico esempio in Europa, perché questo significa che il lavoro ha perso di valore, cioè che il personale professionalizzato ha ceduto il passo al lavoro dequalificato».
Certo, il ruolo fondamentale della ricerca quando si parla di innovazione e valorizzazione del capitale umano è innegabile. «Ma la ricerca - continua Roma - è legata ai luoghi. L'università e le imprese sono diffidenti l'una verso le altre e viceversa». Bisogna quindi davvero fare rete ed è indispensabile «un grande forzo pubblico e privato - ha aggiunto Marramiero - volto anche a rafforzare le competenze scientifiche e tecnologiche e a migliorare la capacità di adottare rapidamente le nuove scienze tecnologiche». Passaggi fondamentali per uscire dalla crisi economica, che in Abruzzo, però, è acuita dalla crisi di infrastrutture strategiche, come il porto, l'aeroporto e le ferrovie. «Le scelte relative al taglio delle corse dei treni rappresenta la volgarizzazione degli investimenti, politiche che puntano a lasciare fuori le parti meno progredite del Paese» ha commentato il presidente della Camera di commercio, Daniele Becci, presente alla tavola rotonda a conclusione dell'assemblea. Ma piangersi addosso, ne è convinto Becci e come lui anche Luigi Di Giosaffatte, direttore generale di Confindustria, non servirà. «Bisogna ripensare alla gestione delle infrastrutture - ha concluso Di Giosaffatte - in modo più manageriale, ottimizzare le risorse e fare il meglio anche se queste sono ridotte». In una parola, innovare.

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