ROMA. I dipendenti di Palazzo Chigi sono i più pagati dell'intera pubblica amministrazione. Guadagnano il doppio rispetto alla retribuzione dei loro colleghi degli altri ministeri e parecchio più di magistrati e prefetti. Mentre le retribuzioni degli italiani nel 2010 sono cresciute del 2,1%, quelle della presidenza del consiglio sotto Berlusconi hanno registrato un aumento medio per dipendente del 15,2%. Secondo l'annuario statistico dell'Istat i lavoratori di Palazzo Chigi nel 2010 erano 2521 con un aumento del 7,6% sul 2009 nonostante la stretta sul turn over su tutto il pubblico impiego. Ebbene, la loro media retributiva è stata di 53.275 euro (al netto degli arretrati degli anni precedenti) quasi il doppio rispetto alla retribuzione media dei dipendenti dei ministeri (20.383 euro annui).
Ma Palazzo Chigi spiega in serata che non c'è stato aumento degli stipendi perché queste somme erano in realtà «già percepite». In pratica si tratta, dicono, delle retribuzioni legate al nuovo orario ordinario di lavoro che è passato a 38 ore dalle 36 precedenti.
Sui cosiddetti costi della politica, la nuova perla arriva dalla Regione Lazio governata dal centro destra del presidente Polverini (Pdl). Con un blitz notturno in commissione Bilancio la maggioranza Pdl-Udc ha deciso di rinviare l'abolizione del vitalizio alla prossima legislatura. Per questa, denuncia Marco Paciotti candidato segretario del Pd del Lazio, «invece non solo viene mantenuto ma ci si inventa anche un inedito vitalizio per gli assessori in carica o cessati dal mandato come si legge nel testo dell'emendamento approvato». Dunque per i consiglieri regionali attuali e gli assessori il vitalizio arriverà a partire dai 55 anni d'età con possibilità di anticiparlo a 50.
Dal rapporto dell'Istat emerge la fotografia di un'Italia in affanno. Gli italiani sono più vecchi e più poveri. Alle prese con il problema dei problemi: la perdita del lavoro. Nel 2010 i disoccupati hanno raggiunto il tetto di 2,1 milioni, il 40% dei quali sotto i trent'anni, mentre il tasso di disoccupazione è arrivato all'8,4% (dal 7,8% dell'anno precedente). Cresce la disoccupazione cosiddetta di lunga durata e nel complesso i senza lavoro sono cresciuti di 600 mila unità rispetto al 2007. Conseguentemente, la contrazione dei consumi è stata netta. La spesa media delle famiglie è aumentata di 11 euro, ma poichè i prezzi sono cresciuti più velocemente il potere d'acquisto si è ridotto lasciando al palo i consumi reali.
L'Italia del 2010 è segnata dal decremento delle nascite e dall'invecchiamento della popolazione. I bambini nati sono stati 561.944 toccando il livello minimo dal 2006. Il numero di nuovi nati italiani è il più basso dal 1995. Gli immigrati residenti superano infine i 4,5 milioni (7,5%), quasi la metà tra i 18 e i 39 anni.