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Data: 17/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Irpef, niente sconti per i poveri. Il Comune di Teramo boccia la proposta di far pagare in base al reddito

La tassa aumenta. Il Pd non ci sta, la resa dei conti al consiglio di martedì prossimo

TERAMO. Niente fasce di redditto: l'addizionale Iperf dei teramani aumenta e resta uguale per tutti, poveri e ricchi.
La commissione finanze del Comune, ieri mattina, ha infatti respinto la proposta del Partito democratico per l'applicazione di aliquote proporzionate al reddito. Dal 2012 la tassa passerà dallo 0,5 allo 0,8 per cento: l'incremento, già deliberato dalla giunta, sarà approvato in via definitiva nell'imminente consiglio comunale di martedì.
Secondo il Pd, però, sarebbe stato più equo distribuirlo tra i contribuenti in maniera differenziata, sulla base degli scaglioni di reddito indicati dalle norme (vedi la tabella che pubblichiamo qui accanto).
I consiglieri comunali del partito d'opposizione hanno anche incalzato la maggioranza di Brucchi sollecitando l'introduzione di un'altra previsione di legge che concede l'esezione totale a vantaggio di chi guadagna pochissimo.
Queste modifiche da apportare al provvedimento sono state proposte nel corso della seduta di commissione, ma ieri mattina l'amministrazione le ha bocciate tutte.
L'aumento dell'addizionale, dunque, approderà in aula tra quattro giorni nella formula adottata dalla giunta che imporrà il pagamento dello 0,3 per cento in più a tutti i cittadini. Ma il Pd annuncia battaglia in consiglio. Sarà una delle sedute più calde degli ultimi anni.
«La nostra posizione resta ferma», spiega Gianguido D'Alberto, «bisogna sfruttare tutte le opportunità per un'applicazione più equa del tributo».
I consiglieri del partito presenteranno emendamenti alla delibera, nel tentativo di far cambiare rotta all'amministrazione sfruttando anche le perplessità di alcuni componenti della maggioranza.
Secondo la giunta, l'applicazione progressiva delle aliquote più alte non è possibile perché comporterebbe un'elborazione di dati insostenibile per gli uffici e perché il risparmio per i contribuenti più poveri sarebbe inconsistente.
«L'esenzione per i redditi più bassi e la proporzionalità dell'aumento», afferma invece il consigliere D'Alberto, «garantiscono una maggiore giustizia sociale, necessaria soprattutto in questo periodo di crisi».

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