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Pescara, 11/04/2026
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Data: 18/12/2011
Testata giornalistica: AbExpress
La Regione in guerra con Trenitalia per la linea l'Adriatica "declassata", ma è tardi!

La Giunta regionale abruzzese è scesa in guerra contro l'amministratore delegato di Trenitalia Moretti che ha "tagliato" l'Abruzzo e la stazione di Pescara per velocizzare la tratta Bari - Milano e per l'impiego di un nuovo parco rotabile: tutto sinceramente risibile.

La verità, quella vera che gli amministratori regionali, Chiodi e Morra, devono affrontare una scelta strategica: la linea del tirreno che rende molto a Trenitalia e dovrà fare i conti, con la concorrenza dei convogli privati, di Montezemolo e & " Italo". Una guerra a tutto scapito della linea adriatica che ha una clientela scarsa: Abruzzo, Molise e parte delle Marche non raggiungono i 5 milioni di abitanti come bacino di potenziale utenza.

Inoltre per Trenitalia c'è il problema che il governo ha tagliato il contributo per i treni notturni e c'è la scarsa presenza di passeggeri, sui più treni, che transitavano fino alla scorsa settimana. Chiodi e Morra, con gli amministratori di Molise e Marche potranno ottenere poco da Trenitalia perché l'allarme doveva scattare prima, molto prima quando cioè era più che palese la scelta di Trenitalia di accaparrarsi il mercato ricco di utenza lungo la tratta Bari, Foggia, Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Milano e varie ramificazioni nel Nord già costruite o in corso di costruzione o già appaltate.

Ecco c'è da chiedersi chi si è mosso, anche a livello nazionale, per contrastare questa strategia certamente remunerativa per Trenitalia ma fortemente penalizzante per Molise, Abruzzo e Marche, limitatamente alla parte meno vicina a Bologna, importante hub ferroviario per l'Italia centro settentrionale.

Affrontare oggi, la giusta causa dei diseredati dall'Ad di Trenitalia Moretti, è come chiedere all'azienda ferroviaria di perdere denaro, cosa impossibile per il vincolo di bilancio a pareggio che non riguarda solo lo Stato ma anche le società pubbliche o partecipate. Una guerra giusta, quella di Chiodi e Morra, ma che otterrà scarsi risultati, anche con l'aiuto dei parlamentari, oggi diciamo, senza essere fraintesi, giustamente: "Nessuno può andare più in rosso se utilizza fondi pubblici".

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