LA PUGLIA non ci sta. Non sopporterà in silenzio che Trenitalia continui a fare il bello e il cattivo tempo sulla pelle dei pugliesi. Guglielmo Minervini, l'assessore regionale ai trasporti, è perentorio: «Non molleremo la presa e già la prossima settimana torneremo a Roma perchè la partita è ormai solo politica».
A Minervini non va giù che si taglino i collegamenti e al contempo si aumentino anche le tariffe: «Pensavamo fosse solo la beffa - commenta l'assessore - invece c'è anche il danno». E attacca direttamente l'ad di Fs, Mauro Moretti: «Aveva garantito che questa riduzione del servizio sarebbe stata coperta da un mantenimento delle tariffe, invece scopriamo che c'era anche l'inganno di questo insostenibile incrementoa cui io penso non corrisponderà un incremento anche della qualità del servizio perchè i treni resteranno sostanzialmente gli stessi.
Siamo davvero di fronte ad una pervicace politica che Trenitalia sta portando avanti ai danni del Mezzogiorno che sostanzialmente vuole omologare la tariffa a quella che hanno sul Tirreno ma senza offrire lo stesso standard di qualità e in più con l'hub a Bologna introducono un ulteriore fattore di disagio per tutti i pendolari che andavano verso il Nord, per gli anzianie le famiglie pugliesi dirette a Milano». A sostenere Minervini c'è anche il suo partito, il Pd che col capogruppo Antonio Decaro è pronto a dare «battaglia per riportare il sistema del trasporto ferroviario sui binari della giustizia». Una ragione in più per accelerare il progetto "Ferrovie di Puglia" che ieri Minervini ha rilanciato presentando il protocollo d'intesa con Rfi firmato per rendere intermodali le cinque reti ferroviarie regionali lavorando soprattutto sui nodi di San Severo, Foggia, Barletta, Bari, Lecce e Taranto. «In totale - dice Minervini - abbiamo un investimento per le infrastrutture nella nostra regione di un miliardo e 698 milioni di euro. Di questa somma, 944 milioni (il 56%) sono investimenti sulle nostre ferrovie». Una cura del ferro in controtendenza in Italia che invece riserva ai binari appena il 13 per cento degli investimenti. «Così - conclude l'assessore - sarà possibile integrare le diverse società ferroviarie, con orari, servizi e tariffe e l'idea di un biglietto unico con il quale i pugliesi potranno passare da una ferrovia dall'altra senza porsi il problema di quale sia la società». © RIPRODUZIONE RISERVATA VENERDÌ 16 DICEMBRE 2011