Iscriviti OnLine
 

Pescara, 11/04/2026
Visitatore n. 753.021



Data: 18/12/2011
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
Bonanni boccia il decreto. Camusso: interventi iniqui

La battuta è di quelle esplicite e boccia la manovra dei professori: «Sembra sia stata fatta da mio zio che non capisce niente di economa». Raffaele Bonanni non risparmia le critiche parlando al presidio di ieri in Piazza Montecitorio. «Non ci rassegnamo a questa manovra iniqua, non daremo tregua a governo e Parlamento», ha incalzato Bonanni, annunciando che il presidio resterà fino a Natale.
Contesta il leader della Cisl, contesta la numero uno della Cgil, Susanna Camusso, parlando a Padova: «La manovra non ha i tratti di equità che avrebbe dovuto avere e che bisogna provare ad ottenere. È penalizzante per tutto il mondo del lavoro, specie sulle pensioni perché c'è un modello tutto vicino alle assicurazioni e non alla previdenza come strumento di welfare e di garanzia delle persone». La Cgil continuerà la battaglia, «per cambiarla in sento antirecessivo». Prossimo appuntamento, dopo lo sciopero generale di lunedì 12, (che è stato unitario) quello del pubblico impiego, domani, con presidi nelle piazze e a Montecitorio.
Per il sindacato l'intervento del governo avrà effetti recessivi, incide sul lavoro dipendente, sulle pensioni e sulle famiglie, con ripercussioni sul potere d'acquisto. «Questo tratto va corretto - ha sottolineato la Camusso - in termini di contrasto alla progressiva riduzione dell'apparato produttivo». La Cisl rilancia la patrimoniale: «Monti deve tassare i grandi patrimoni. È lì che può trovare giustizia e soldi», ha detto Bonanni, insistendo per spostare la tassazione dalle persone ai consumi, «come ha detto il presidente del Consiglio in Parlamento, anche perché spende pure chi evade».
Altro punto su cui insiste Bonanni è la concertazione: «Non tollereremo più che il governo non ricorra alla concertazione, non può farla sulle materie che dice e su altre no». E dà una motivazione anche politica: «tutti i partiti pensano ad elezioni anticipate e vogliono ridurre il potere di Monti. Ecco perché noi gli diciamo: apri alla concertazione, si troveranno soluzioni più eque e più idonee per il paese».
Per Cisl e Cgil la Confindustria è l'unica ad aver beneficiato della manovra. «La Marcegaglia esulta perché è l'unica ad aver ricevuto soldi e glieli abbiamo dati noi», ha detto Bonanni. E la Camusso: «Abbiamo visto un atteggiamento di Confindustria molto favorevole, per alcuni versi comprensibile perché sono gli unici ad aver ricevuto soldi freschi». Ma la numero uno Cgil mette in guardia gli imprenditori: «credo che ci sia da parte loro una grande sottovalutazione degli effetti che ci saranno sui consumi e quindi sulle prospettive di crescita».
Altro tema, i costi della politica: il segretario generale della Cisl insiste sul taglio delle province, che «devono saltare come tutti quegli enti che esistono per favorire oligarchie e non per offrire servizi». In questo clima sindacale incandescente il governo dovrà presto affrontare un altro tema sollecitato dall'Europa, la riforma del mercato del lavoro: ammortizzatori sociali, superamento di quel dualismo che vede troppo protetto chi è dentro e troppo poco tutelato chi è fuori dal mercato del lavoro. Se ne dovrebbe parlare ai primi di gennaio. Il sindacato ha già messo le mani avanti: «Se pensano di discutere solo di licenziamenti stanno freschi», sono state le parole di Bonanni; la Cgil ha indicato l'articolo 18 dello Statuto «un numero magico intoccabile». Mentre per la Confindustria non è più tempo di tabù.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it