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Data: 19/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Un taglio alle detrazioni. Liberalizzazioni, avanti anche per le autostrade

Le misure allo studio per la "fase due": almeno 500 voci da disboscare

ROMA. Non c'è solo la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali sui quali il ministro Fornero ha aperto la strada di un confronto che appare difficile con il netto no della Cgil e di vasto schieramento politico. Una volta messa in cassaforte la manovra salva-conti con il voto del Senato prima di Natale il governo aprirà altri dossier che a partire da gennaio andranno a formare il pacchetto di misure della cosiddetta "fase due": si lavorerà al disboscamento delle circa 500 detrazioni fiscali che pesano per 160 miliardi, si rafforzerà il lavoro per aumentare il recupero di gettito dalla lotta all'evasione, e soprattutto si cercheranno le strade per stimolare la crescita a partire dalle liberalizzazioni.
Delega fiscale. I tecnici del Tesoro sono poi al lavoro sul dossier portato in Parlamento dal precedente governo e che deve dare 4 milioni nel 2012, 16 nel 2013 e 20 nel 2014. Tremonti aveva previsto che se non fosse stata approvata sarebbero scattati i tagli lineari a tutte le deduzioni e detrazioni, norma sostituita poi in manovra da un incremento dell'Iva. Ma il governo punta ad evitare tale aumento e a un taglio selettivo di tali detrazioni. Il sottosegretario Vieri Ceriani ha guidato nei mesi scorsi il gruppo di lavoro che ha studiato questa giungla, fatta da circa 500 misure che incidono per 160 miliardi, il 10% del Pil. Non è facile tagliare selettivamente: due terzi di tali misure riguardano le persone fisiche, in particolare i redditi (da lavoro e da pensione) e i carichi di famiglia: incidono rispettivamente per il 35 e il 13 per cento sul complesso delle agevolazioni.
Altro campo sono i regimi di favore in materia di IVA, che rappresentano circa un quarto del totale in termini di minore gettito. Comunque il gruppo di Ceriani ha classificato le 500 voci in base a 13 criteri in ordine di importanze, che il governo utilizzerà per portare alle commissione Finanze della Camera una proposta in tempi brevi.
Liberalizzazioni. E' un terreno sul quale il governo non intende mollare. Ieri il ministro Passera lo ha ribadito facendo capire di essere deciso a ripresentare quelle liberalizzazioni cassate da Montecitorio (taxi e farmaci di fascia C), mentre si lavora anche a quella di strade e autostrade che potrebbero finire sotto la vigilanza della nuova Authority per i Trasporti.
Ammortizzatori sociali. Poi c'è il capitolo mercato del lavoro e ammortizzatori sociali. Il più urgente dei due temi è il secondo, per il combinato disposto dell'aumento dell'età pensionabile e delle crisi aziendali, su cui ha lanciato l'allarme Confindustria. Il rischio è che migliaia di lavoratori si ritrovino alla soglia dei 60 anni senza lavoro, con la pensione più lontana e senza ammortizzatori adeguati.

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