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Pescara, 11/04/2026
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19/12/2011
Il Messaggero
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Chiodi, ultimatum al Governo «Chiederò garanzie a Monti, altrimenti mi farò subito da parte»
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Se non è un ultimatum vero e proprio poco ci manca. Di certo Gianni Chiodi incontrerà il premier Mario Monti - la data ancora non c'è nonostante la richiesta sia ormai già vecchia di dieci giorni - con obiettivi ben precisi: «Voglio la garanzia di vicinanza del Governo - spiega il commissario -, sul fatto che ci sia la stessa intensità di sostegno del passato». Il governatore si presenterà con l'agenda piena: «Andrò a rappresentare una serie di questioni, come quella dei contratti di collaborazione in scadenza nei Comuni, che per effetto del cambio di Governo si sono un po' fermate». Le risposte che darà Monti non saranno importanti solo sul piano della ricostruzione, ma anche sotto il punto di vista di un possibile avvicendamento proprio al vertice della struttura commissariale. Da giorni, in città, si fa un gran parlare della possibilità che Chiodi venga sostituito. Voci che lo stesso governatore smentisce: «Se avrò informazioni sufficienti e capirò che il Governo vuole mettercela tutta, anche individuando una figura della stessa autorevolezza di Letta, allora è un discorso, altrimenti sarò io stesso a prendere decisioni diverse». Tradotto: potrebbe essere lo stesso Chiodi a fare un passo indietro qualora non dovesse ricevere le giuste garanzie. «Ci sono già passato quando è andato via Bertolaso - argomenta il commissario -. Quello è stato periodo in cui si andava da un ministro all'altro e non si riusciva a scardinare i problemi. La questione è stata risolta con la presenza costante all'Aquila prima di Berlusconi e poi di Letta. Con lui spesso il sabato si stava a palazzo Chigi a discutere delle questioni dell'Aquila. Ora c'è certamente un lavoro difficilissimo da fare, per certi versi ingrato, in più c'è un'elezione alle porte. I partiti fanno molta scena, molti comunicati stampa, e spesso lavorano poco. È bello denunciare le difficoltà, un altro conto è risolverle». Intanto proprio a testimonianza della difficoltà del lavoro da portare avanti, rischia di essere clamorosamente bocciato dalla Struttura tecnica di missione il piano per la ricostruzione di Onna. È pronto un documento con cui si evidenzierebbero le lacune della documentazione presentata, soprattutto sotto il profilo dei contenuti economici e finanziari della proposta, in particolare per i lavori che riguardano gli edifici privati. La Stm sarebbe intenzionata, dunque, a dare parere negativo.
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