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Data: 20/12/2011
Testata giornalistica: La Nazione
Ataf, pronto il via libera ai privati. Renzi dice sì alla gara regionale: risolta la disputa con la Regione

INIZIA per Ataf la settimana decisiva e il rischio annunciato è che Babbo Natale porti ai lavoratori un regalo sgradito: il sì definitivo alla privatizzazione dell'azienda. Passaggio annunciato dal sindaco Matteo Renzi e dal presidente Filippo Bonaccorsi prima dell'estate. E fieramente avversato dai sindacati e dalla maggioranza assoluta dei lavoratori. Dopodomani (mercoledì 21) è già fissata la riunione del consiglio di amministrazione di Ataf , mentre il giorno dopo (giovedì 22) l'appuntamento è doppio: si riunisce l'assemblea dei soci (i sindaci dei nove comuni dell'hinterland) e il consiglio comunale di Firenze (che detiene oltre l'80% delle azioni della spa) è chiamato a votare la delibera sulla privatizzazione. Tutto sembra effettivamente andare nella direzione che i lavoratori vorrebbero scongiurare, ma il deficit di svariati milioni di euro con il quale l'azienda di trasporto pubblico fiorentino chiuderà il bilancio 2011 è motivazione più che sufficiente a risolvere le ultime esitazioni dei comuni soci stanchi di essere costretti a ripianare i debiti di Ataf. PARREBBE ormai risolta anche la questione della partecipazione di Firenze al bando di gara unico per il trasporto pubblico sul territorio regionale. Dopo settimane di incontri e tentativi di accordo il braccio di ferro fra Renzi e l'assessore regionale Ceccobao potrebbe essere arrivato a una soluzione. Chiave di volta i dieci milioni di euro che la Regione avrebbe assegnato a Firenze, cioè più o meno un terzo dei fondi collegati alla gara unica e dedicati all'acquisto di nuovi mezzi. Dieci milioni di euro di cui Firenze potrebbe usufruire come compensazione per i disagi causati alla viabilità (con conseguenti rallentamenti alla velocità commerciale) dai cantieri aperti per la costruzione della seconda linea della tramvia. Ma a partire dal prossimo gennaio anche dai cantieri che dovranno essere aperti per la terza linea. L'aumento delle risorse destinate a Firenze, insomma, potrebbe essere articolato in un modo diverso dall'aumento del rimborso a chilometro finora richiesto a gran voce dal sindaco e osteggiato dall'assessore ai trasporti regionali, Luca Ceccobao. Ma senza cambiare di gran che nella sostanza. VENERDÌ scorso Renzi ha lungamente incontrato i consiglieri del gruppo del Pd in vista del consiglio comunale. Obiettivo: cercare di evitare l'ennesima spaccatura della sua maggioranza visto che in molti nel Pd si sono dichiarati contrari al passaggio del trasporto pubblico nelle mani dei privati. E la mediazione possibile potrebbe essere proprio l'impegno del sindaco a dare il via alla partecipazione di Firenze alla gara unica regionale. Condizione che in molti considerano indispensabile per garantire il futuro dell'azienda.

LA PROTESTA DIPENDENTI, POLITICI E CITTADINI.
Ataf, corteo contro la vendita «No alla legge del profitto»

«IL TRASPORTO pubblico locale non deve sottostare alle leggi del mercato e del profitto perché il suo buon funzionamento è indispensabile ad ogni città che voglia liberarsi di smog e stress. Vogliamo riappropriarci della nostra città per renderla più a misura d'uomo che di macchina, per disporre del diritto alla mobilità per tutti, per un futuro più vivibile». Ieri oltre cento manifestanti hanno preso parte alla sfilata allegorica contro la privatizzazione dell'Ataf: al tragitto, che è partito da piazza Beccaria ed è arrivato fino a piazza della Repubblica, hanno preso parte, insieme a Ornella De Zordo e Tommaso Grassi, dipendenti e cittadini che hanno chiesto all'amministrazione comunale «di trovare le risorse per mantenere Ataf pubblica, a garanzia che il trasporto pubblico locale è un bene comune e non una merce di scambio per ripianare debiti». In cima al corteo un bus riprodotto in miniatura, con la scritta «Ataf senza ritorno». «Perché - spiega Laura Bennati del Comitato contro la privatizzazione - se l'azienda viene venduta, il trasporto pubblico muore».

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