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Pescara, 11/04/2026
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20/12/2011
Il Centro
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La Regione aumenta l'Irpef. Dall'1,4 passerà all'1,73% e ai Comuni tagli del 10% |
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I provvedimenti sono inseriti nella Finanziaria che dev'essere approvata entro l'anno insieme al bilancio PESCARA. Il "regalo di Natale" è contenuto nell'articolo 8 della legge finanziaria che la giunta regionale vuole portare in Consiglio entro la fine dell'anno insieme al bilancio preventivo 2012 (oltre al consuntivo). Nel comma 3 si fa riferimento all'Irpef (l'imposta sui redditi) e si legge: «Le parole per cui nel decreto legislativo nº 446 del 1997 l'Irpef è fissata all'1,4%, sono sostituite dalla parole "l'imposta è determinata applicando all'aliquota di base, stabilita dalla legge dello Stato, la maggiorazione di 0,5 punti percentuali"». Ora, tenendo conto che l'aliquota di base inserita nella manovra in discussione al Senato è passata alla Camera con l'1,23% e calcolando la maggiorazione dello 0,5% prevista nella Finanziaria regionale, l'Irpef 2012 per l'Abruzzo arriverà a toccare quota 1,73% contro l'1,4% del 2011. Questo vuol dire più tasse e più genericamente una maggiore pressione fiscale per tutti gli abruzzesi. Indicativamente, tenendo conto anche dell'aumento del 10 per cento del bollo auto già stabilito per legge dalla giunta - che si è andato ad aggiungere ai ticket sulla sanità e all'Irap del 4,82% - la pressione fiscale è destinata a salire in Abruzzo oltre il 51 per cento stimato dal Centro studi della Cgia di Mestre. Ma la Finanziaria riserva anche un'altra sorpresa che agisce, sì, sugli enti locali, ma che inevitabilmente, sempre se approvata, andrà a colpire i cittadini. Questa volta si parla di "disposizioni in materia di conferimento di funzioni regionali ai Comuni" per cui i trasferimenti per spese correnti e per oneri del personale sono ridotti del 10% rispetto al 2011. In pratica i servizi (sociali e di trasporto, ad esempio) che la Regione ha affidato ai Comuni verranno pagati dalla stessa Regione il 10% in meno. E su chi si rifaranno i Comuni per poter continuare a svolgere queste funzioni? Sui cittadini, prevedendo l'aumento delle imposte locali (come l'Irpef). IL TOUR DE FORCE. L'approvazione della legge finanziaria va di pari passo al bilancio di previsione che la giunta di centrodestra ha approvato dopo la riunione-fiume di sabato, trovando i 70 milioni di euro che mancavano per far quadrare i conti e chiudere in pareggio. La discussione sarebbe dovuta cominciare ieri, ma è slittata a oggi. Il presidente Emilio Nasuti ha convocato Province, Università, banche, parti sociali, associazionismo in genere. Domani è previsto l'esame di merito e il parere finale, che deve essere formalizzato entro le 13 di giovedì. Venerdì, infatti, alla stessa ora, scade il termine per la presentazione degli emendamenti. Il progetto di legge arriverà in consiglio regionale mercoledì 28, per l'approvazione della proroga dei termini di scadenza. Il giorno successivo, la seduta riprenderà per l'esame dei documenti contabili e l'approvazione definitiva. L'OPPOSIZIONE. Resta da vedere il comportamento dell'opposizione. Il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro ha già fatto sapere che esiste un rischio ostruzionismo in aula rispetto, invece, a quanto avvenuto negli anni scorsi. Questo perché il Pd non ritiene corretto il comportamento della giunta: «I ritardi provocati dalla maggioranza ci spingono a bloccare un documento che non si conosce, mette le mani nelle tasche dei cittadini e che impoverisce i Comuni. Da un commercialista come Chiodi», prosegue D'Alessandro, «mi sarei aspettato di più piuttosto che scegliere esclusivamente di aumentare le tasse e di continuare a fare cassa. Se non avesse voluto aumentare l'Irpe bastava prevedere un aumento dello 0,15% anziché dello 0,5%. E' la conferma che in questa regione non esiste un minimo di programmazione e di scelte oculate». SANITA'. Il Pd ha in una conferenza stampa confermato la bocciatura dei tre anni di amministrazione-Chiodi («non ha centrato alcun obiettivo») e ribadito il pericolo che il bilancio sulla Sanità regionale non sia in pareggio dopo le perplessità manifestate da Roma sull'utilizzo da parte della Regione di almeno 40 milioni della sanità per coprire altre spese. L'assessore al Bilancio Carlo Masci aveva smentito. Il segretario regionale pd Silvio Paolucci ha aggiunto che i 40 milioni si andrebbero ad aggiungere ai 255 della prima tranche già oggetto di polemiche. «Siamo in attesa dei documenti», afferma Paolucci rinnovando l'invito al governatore di rendere pubblico il verbale della riunione di Roma sulla sanità. CONTRIBUTI CULTURA. C'è un altro punto sul quale si preannuncia battaglia: i fondi inseriti nel bilancio di previsione per la cultura. Si tratta di circa 480mila euro che saranno distribuiti ad associazioni, istituzioni e anche Pro loco in base a criteri e valutazioni che faranno discutere.
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