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Data: 20/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Approvato l'aumento dell'Irpef a Chieti. L'aliquota passa dallo 0,65 allo 0,8%. I 5 dissidenti votano solo l'eseguibilità

Consiglio comunale. Il centrodestra continua a scricchiolare: una parte si astiene sulla delibera

CHIETI.Il consiglio comunale, in seconda convocazione, approva l'aumento dell'aliquota Irpef che dal prossimo anno passa, per tutti i redditi dichiarati, dallo 0,65% allo 0,8%, il massimo consentito dalla legge. Varato anche il nuovo piano di dimensionamento scolastico con un maxi emendamento condiviso da maggioranza e opposizione dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi dal centrosinistra e da numerosi genitori contrari, al pari di parecchi docenti, ad alcune scelte fatte a tavolino da Comune e dirigenti scolastici. Ma la giunta di centrodestra guidata dal sindaco Umberto Di Primio continua a scricchiolare. I cinque consiglieri dissidenti di area moderata, Gianni Di Labio del Popolo di Chieti, Liberato Aceto e Graziano Marino di Uniti per Chieti, Palmerino Di Renzo di Alleanza per Di Primio e Marco Di Paolo del Gruppo misto, ieri hanno lanciato un altro chiaro segnale alla maggioranza e al sindaco. Si sono astenuti, in maniera strategica, dal voto della delibera che ha sancito l'aumento dell'aliquota Irpef di 0,15% punti percentuali restando fedeli alla loro richiesta, bocciata dal consiglio di venerdì sciolto per mancanza del numero legale, di applicare l'incremento soltanto sui redditi annui compresi dai 15 mila euro a salire. Poi, però, hanno votato l'immediata eseguibilità della delibera scongiurando all'amministrazione comunale un possibile danno erariale di svariati milioni di euro considerando che il Comune, per legge, entro oggi deve girare al ministero l'aliquota scelta pena l'annullamento della stessa.
«Vogliamo essere interpellati», afferma Di Labio, «quando bisogna stilare delibere di importanza strategica per la città. Non abbiamo chiesto poltrone ma solo la giusta considerazione». Il sindaco, per ora, fa spallucce. Preferisce far calmare le acque per prendere decisioni che, comunque, difficilmente porteranno ad un rimpasto di giunta. Di certo il Pdl è chiamato a serrare in fretta le fila per evitare ulteriori capitomboli. Negli ultimi due mesi sono saltati, compreso il consiglio di venerdì scorso, 14 assemblee civiche non certo per colpa della minoranza. Che ha votato contro, al pari del Fli e con il non voto del consigliere di Giustizia sociale Luigi Milozzi, la delibera di aumento dell'Irpef.
Motivata in questo modo dall'assessore al bilancio Roberto Melideo.
«E' un sacrificio necessario per recuperare 833 mila euro a fronte del taglio di 1 milione e 163 mila euro di minori trasferimenti dallo Stato», spiega Melideo, «previsto per il 2012. Questi soldi verranno impegnati per salvaguardare servizi sociali basilari per la collettività». Con un costo aggiuntivo pro capite calcolato in circa 16 euro l'anno.
Chiusa la partita dell'aumento dell'aliquota Irpef il consiglio comunale ha votato all'unanimità il piano di dimensionamento scolastico emendato ad eccezione del capogruppo Pdl Vincenzo Ginefra, uscito dall'aula piuttosto contrariato.

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