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Pescara, 08/04/2026
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Data: 21/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Chiodi: l'Irpef cresce a causa della sanità. Il presidente: «Aumenti decisi dal governo. I 40 milioni distratti? Stiamo indagando»

PESCARA. «Guardate questo titolo di prima pagina, "La Regione aumenta l'Irpef". Questa notizia determina un impatto come se fosse la Regione ad aumentare l'Irpef. La Regione invece non aumenta nessuna Irpef, non ci sarà alcun aumento nella finanziaria regionale, chi ha deciso gli aumenti è il governo». Il presidente della giunta regionale Gianni Chiodi sbandiera la copia di ieri del Centro in cui viene riportata la notizia della maggiorazione dell'aliquota dell'imposta sui redditi dall'1,4 all'1,73% per il 2012. L'aumento è determinato dall'1,23% previsto dalla manovra Monti e dalla sovraliquota dello 0,50% imposta alle Regioni che, come l'Abruzzo, stanno portando avanti il piano di risanamento della Sanità. Il governatore è arrabbiato. E dice: «Far passare la Regione per quella che vuole tassare i cittadini, quando invece abbiamo fatto di tutto per non farlo pur in una situazione disastrosa, visto che eravamo la prima regione per indebitamento, è un fatto che ritengo molto grave. Si può fare legittimamente una critica, ma non si può alterare la realtà».
Al Centro Chiodi spiega che la Regione non poteva fare altrimenti che applicare la sovraliquota. Che, cioè, avrebbe potuto decidere di abbassarla in modo da tamponare l'ennesimo sacrificio che viene chiesto agli abruzzesi, ma che una scelta del genere avrebbe comportato gravi conseguenze sul bilancio della sanità pubblica e quindi su quello regionale: «Avremmo compromesso quanto di buono abbiamo fatto finora nella sanità avendo raggiunto il pareggio nel 2010 e prevedendo di portare in equilibrio il bilancio 2011 ad aprile 2012, quando ci sarà certificato il pareggio strutturale dei nostri conti», afferma. «Solo allora», prosegue, «potremo pensare di abbassare l'aliquota Irpef 2013. Io sono per abbassare la tasse ma se l'avessimo fatto oggi, a parte il fatto che Roma non ce lo avrebbe concesso, avremmo subìto automaticamente dei tagli alla sanità dal momento che l'aliquota Irpef serve ad incrementare il fondo sanitario nazionale. Io comunque ci ho provato», rivela, «ma per scherzo».
Chiodi sottolinea quanto sia importante l'appuntamento del 2012 «perché sarà il coronamento di un percorso virtuoso che non ha portato un euro di debito». «Mai abbiamo sottratto fondi della Sanità per il bilancio regionale e mai lo faremo», ripete andando a toccare la polemica sui 40milioni di euro che il Pd sostiene siano stati prelevati per coprire altre spese.
Fino ad oggi la Regione aveva smentito questa ipotesi, Chiodi fa un'ammissione: «Siamo stati noi, Regione, a dirlo per primi in occasione del tavolo di monitoraggio sulla Sanità». Di che cosa si tratta? «C'è una conciliazione aperta nella Asl Avezzano-Sulmona che risale a quando le due Asl erano separate e quindi a un po' di tempo prima che la giunta che presiedo si insediasse alla Regione. In sostanza, nella fase di verifica dei crediti e dei debiti delle due Asl abbiamo scoperto delle criticità contabili che stiamo cercando di ricostruire. Se dovessero restare queste criticità che valgono 40 milioni dovremo trovare il modo di porvi riparo come abbiamo fatto per tutte le altre conciliazioni che ci siamo dovuti accollare. Io confido che non ci siano queste "mambruccate" e comunque l'area di rischio è piuttosto ristretta».
Quanto possono pesare questi 40 milioni sull'obiettivo di aprile?
«Non possono incidere sul raggiugimento dell'equilibrio di bilancio, sono tranquillo. L'Abruzzo, grazie alla nostra politica virtuosa, è diventato più competitivo e ha ottenuto la dignità che gli mancava. Anche perché adesso sono le altre Regioni a dover aumentare le tasse».

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