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Pescara, 11/04/2026
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Data: 21/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Masci: «Quella tassa non è nostra». La promessa per il 2012: «Se tutto va bene, toglieremo la superaliquota»

PESCARA - L'aumento Irpef dello 0,33% c'è, ma è quello lineare imposto dalla manovra del governo Monti a tutte le Regioni. L'assessore al Bilancio Carlo Masci chiama a raccolta i giornalisti per fare chiarezza su un punto delicato dopo l'affondo delle opposizioni. Il concetto è chiaro: le tasse non le abbiamo aumentate noi. Una precisazione ribadita all'Aquila dal governatore Gianni Chiodi in occasione dell'incontro con il Direttore scolastico regionale, Giovanna Boda. Masci mostra una tabella del Sole24Ore dove si evince che l'aumento dell'addizionale Irpef dall'1,40 all'1,73%, che nel 2012 peserà sulle tasche di migliaia di lavoratori e pensionati abruzzesi, è esattamente in linea con quello di altre regioni come l'Emilia Romagna, le Marche, la Lombardia, la Liguria, il Piemonte, la Puglia, il Lazio. E addirittura inferiore a quello della Calabria, della Campania e del Molise, dove l'imposta sulle persone fisiche è schizzata al 2.03%.
Sulla Regione pesa anche lo 0,5% di addizionale Irpef imposto dal piano di rientro sulla sanità, un fardello che l'Abruzzo si trascina sul groppone dal 2007. Ma anche su questo Masci si è detto fiducioso: «Il 2011, così come avvenuto nel 2010, sarò l'anno del pareggio dei conti». Se la previsione dovesse essere confermata dalla verifica che solitamente avviene tra i mesi di marzo e aprile, la Regione sarà in grado di liberare questa ulteriore risorsa dello 0,5% bloccata dai debiti sulla sanità, per destinarla a nuovi investimenti, servizi alle persone e alle famiglie, riduzione delle imposte.
Insomma, a detta dell'assessore al Bilancio la politica del rigore attuata dalla Giunta Chiodi è destinata a dare i suoi frutti, nonostante le difficoltà del momento che hanno comportato un taglio dei trasferimenti dallo Stato di circa l'80%, il venir meno delle economie vincolate (il tesoretto dei soldi non spesi nelle annualità precedenti), il taglio delle risorse per il trasporto pubblico locale e i piani sociali.
«Nel 2008 eravamo gli ultimi della classe - ha ribadito Masci - , oggi molte Regioni copiano le nostre iniziative per il risanamento dei loro conti».
Chiodi riassume così lo spirito del documento consuntivo: «Quello del 2012 è un bilancio che, come gli altri lo hanno preceduto negli ultimi due anni e mezzo, si pone l'obiettivo di restituire quote di futuro ai giovani abruzzesi e ai nostri figli». Intanto le opposizioni continuano a lamentarsi per avere ricevuto con enorme ritardo il faldone licenziato dalla Giunta regionale nella tarda serata di sabato.
Ieri mattina, con la partecipazione dei sindacati e delle forze produttive, sono iniziate le prime audizioni nella commissione Bilancio presieduta da Emilio Nasuti che, proprio per venire incontro ad una esigenza manifestata da Giovanni D'Amico (Pd), ha accettato l'idea di lasciare aperti i lavori della commissione sul bilancio di previsione 2012anche nel mese di gennaio, dopo l'approvazione della manovra finanziaria. Il voto all'Emiciclo è attesto per il 30 dicembre, ma il dibattito prenderà il via la mattina del 29.

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