Gli introiti serviranno per pagare i debiti della sanità
PESCARA Il governatore Gianni Chiodi mette le mani avanti. «L'aumento dell'aliquota Irpef non dipende da una scelta della Regione, è una misura contenuta nella manovra del Governo Monti». E non a caso l'assessore al bilancio Carlo Masci parla di «addizionale Monti»: «L'incremento Irpef regionale dello 0,33% - afferma Masci - non è imputabile alla decisione della Giunta regionale con la manovra di bilancio ma solo al decreto Monti, che si è avvalso della facoltà impositiva del Governo per inasprire il prelievo fiscale regionale». «Questi introiti - aggiunge Chiodi - saranno incassati direttamente dallo Stato, che ha aumentato tutte le tasse e che non li userà per sostenere le Regioni ma piuttosto, presumiamo, per finanziare il Fondo sanitario nazionale». Quanto ai contenuti della legge finanziaria regionale, il presidente annuncia che, come già da qualche anno a questa parte, sarà caratterizzata dal rigore. «Eravamo la Regione più indebitata, quella col maggior rosso nella sanità, quella dalla più alta tassazione - ricorda -. Oggi non lo siamo più. E questo lo dobbiamo a politiche oculate e razionali. Da quando guido l'esecutivo regionale, l'Abruzzo non ha fatto un euro di debito. Nonostante tutto, siamo la Regione che è cresciuta di più in Pil, occupazione, numero di imprese, come si evince da studi Svimez e Istat. Tutti questi indicatori, messi insieme, dimostrano che l'attenzione sui conti degli abruzzesi non è incompatibile con la crescita. E se l'Abruzzo riduce l'indebitamento e cresce, anche l'Italia può fare altrettanto. Il sistema Paese può riuscirci». Anche l'assessore Masci ha voluto mettere i puntini sulle i: «Affermare che la nostra manovra di bilancio aumenta l'Irpef regionale da 1,40% a 1,73% equivale a un fotomontaggio, con cui si manipola la realtà. La verità è un'altra: l'addizionale è regionale ma la decisione dell'incremento è dello Stato. L'Abruzzo, pur essendo ancora in piano di rientro, avrà lo stesso prelievo (1,73%) di Lombardia, Liguria, Marche, Emilia Romagna, Piemonte, con la differenza che non essendo queste regioni in piano di rientro utilizzano le risorse per i servizi al territorio mentre noi le utilizziamo per pagare i debiti sanitari e le cartolarizzazioni ante 2007». Critiche al bilancio sono state espresse dal consigliere regionale di Sel, Franco Caramanico. «Ancora una volta siamo chiamati a confrontarci su un bilancio gravato da un vizio di fondo: Chiodi e la sua giunta pensano di utilizzare i fondi di investimento per le spese correnti - sostiene Caramanico -. Basti pensare che i due milioni di euro destinati a fronteggiare il dissesto idrogeologico, tema quanto mai attuale, sono indirizzati da Chiodi al funzionamento della Giunta. Altra nota dolente, nessun fondo per il Cram, che pure potrebbe rappresentare una risorsa importantissima per il nostro sviluppo economico e turistico. Se il problema è quello di aumentare le entrate nelle casse della Regione, allora il Governatore farebbe meglio a puntare sulle possibilità legate al federalismo demaniale o alla costituzione di un'Agenzia regionale per l'energia».