LANCIANO - Mentre alla Sevel si profila un'altra spaccatura sindacale sull'iniziativa di promuovere un referendum abrogativo del nuovo contratto Fiat, alla Honda Italia la Fiom-Cgil vince le votazioni della Rsu con 206 voti di lista su circa 500 votanti. «I lavoratori - dice Marco Di Rocco, segretario provinciale - hanno premiato la tenacia e la caparbia di una Fiom capace di governare lo sviluppo della fabbrica. Il risultato diventa più importante perché, nell'ultimo anno, circa 100 lavoratori anziani hanno lasciato lo stabilimento aderendo volontariamente alla procedura di mobilità. Siamo diventati il primo sindacato nonostante il voto filo-aziendale avutosi nel collegio impiegati».
Alla Sevel, intanto, dopo la Fim, a esprimere contrarietà all'iniziativa della Fiom per un referendum abrogativo del nuovo contratto Fiat, arriva anche la Uilm. «La Fiom - dice il segretario Nicola Manzi - dovrebbe sottoporre a referendum gli accordi che essa stessa ha sottoscritto e non quelli sottoscritti dagli altri e ai quali ha ritenuto di non dover partecipare, come è successo a Torino. Noi abbiamo ottenuto un buon contratto e abbiano dato tutela ai lavoratori Fiat, che altrimenti, dal 1° gennaio prossimo, non avrebbero avuto più alcun contratto e avrebbero dovuto solo assoggettarsi alle regole della Fiat uscita dal contratto nazionale».
Da Sel Abruzzo, con il coordinatore Gianni Melilla, duro intervento contro l'accordo di Torino. «C'è stato - si dice - un grave peggioramento delle condizioni di lavoro e contrattuali dei lavoratori della Sevel, con l'estensione del contratto separato di Pomigliano. Ridotte le pause del lavoro, aumentato lo straordinario obbligatorio a 120 ore, neanche lo sbandierato premio annuale di 600 euro è facile da ottenere. Bisogna infatti lavorare minimo 870 ore nei primi 6 mesi dell'anno senza che vengano riconosciute le assenze per maternità, malattia, 104 (disabili), scioperi, infortuni, donazione sangue. Ed grave che i lavoratori non potranno eleggere più i loro rappresentanti sindacali, ma dovranno subire quelli nominati dalle sigle che hanno sottoscritto l'accordo separato».