ATAF, la guerra sulla privatizzazione continua. E le prove per una nuova maggioranza anche. Ieri la commissione ambiente, guidata dal capogruppo di Sel, Eros Cruccolini, avrebbe dovuto votare la delibera di giunta sulla privatizzazione dell'azienda di trasporto pubblico cittadino e metropolitano. Ma è finita con una fumata nera. La commissione ha deciso, su richiesta del capogruppo del Pdl, Marco Stella, il rinvio del voto. E anche in questo caso si è formata una maggioranza anomala: Sel, Pdl, e Lista Galli. Tre consiglieri del Pd si sono astenuti (Ricci, Collesei e Pierguidi) e un altro Pd (Borselli) che ha votato contro il rinvio. Non ha votato, perchè uscito dalla stanza, pochi minuti prima, il consigliere del gruppo misto (Lista Renzi), Stefano Di Puccio. Perchè la richiesta di un rinvio? Perchè l'assessore alla mobilità Massimo Mattei ha annunciato che la delibera sulla privatizzazione dell'Ataf sarebbe stata ri-discussa dalla giunta proprio ieri pomeriggio. Con l'obiettivo di accogliere alcune sollecitazioni arrivate proprio dal gruppo del Pd nel corso dell'incontro di venerdì scorso con il sindaco. Secondo l'assessore nulla impediva, comunque, alla commissione di esprimere il suo parere favorevole visto che l'emendamento riguarda esclusivamente l'auspicio che il Comune di Firenze partecipi alla gara unica regionale per il trasporto pubblico. L'assessore però non è stato ascoltato e se n'è andato visibilmente irritato. Morale: la telenovela continua e oggi pomeriggio le commissioni ambiente e controllo in riunione congiunta sono nuovamente chiamate a votare la sciagurata delibera che rischia di creare non pochi grattacapi al Pd di Palazzo Vecchio. Se l'alchimia studiata (il sottolineato auspicio di partecipazione alla gara unica) non dovesse funzionare Renzi potrebbe vedersi costretto a varare la sua maggioranza 'alternativa': cioè i renzisti del Pd a braccetto con Fli, Udc e Lega Nord. Severo il giudizio anche il giudizio di Tommaso Grassi (Cittadinanza e libertà): «Si cerca di dare contentini a parole ai malpancisti del Pd, ma la sostanza non cambia. Se loro si lasciano prendere in giro ... facciano pure. Noi continueremo ad opporci a questa privatizzazione ideologica e dannosa che serve solo alla propaganda del Sindaco». E fortemente contraria alla privatizzazione resta la Cgil con il segretario provinciale Mauro Fuso: «Questa non è una privatizzazione, ma una svendita, cioè un danno per l'amministrazione comunale e per la cittadinanza». Sulla stessa linea il segretario generale della Filt-Cgil regionale Gianfranco Conti e il responsabile del trasporto locale del sindacato Andrea Viciani: «La privatizzazione di Ataf sarà decisa al termine di una campagna demagogica, che ha prodotto conflitti profondi e nella migliore delle ipotesi approverà solo una 'raccomandazione' a far parte della gara regionale unica». Dalla Regione, intanto, l'assessore ai trasporti Ceccobao cerca di placare le rimostranze degli altri comuni toscani preoccupati di dover cedere risorse a Firenze. «La riforma del trasporto pubblico locale è stata fatta alla luce del sole e ci sono le condizioni perchè Firenze partecipi alla gara». Se Renzi dovesse dire di no alla gara, insomma, si tratterebbe, secondo Ceccobao, di una «decisione politica autonoma». Da Palazzo Vecchio, per ora, nessun commento, ma i tecnici lasciano trapelare che le richieste economiche di Firenze (sottoforma di rimborsi legati ai risarcimenti per i cantieri della tramvia), alla fine, sarebbero state esaudite.