La Cisl oggi davanti al Parlamento per sollecitare il governo
PESCARA. «Alla luce della manovra economica del governo Monti, in Abruzzo è importante prevedere nuove risorse per lo sviluppo e per la crescita, impegnandosi, nel frattempo, a percorrere la strada delle riforme, sia quelle non completate, sia quelle da mettere in cantiere». In una contesto nazionale e internazionale assai critico, sono queste le priorità della Regione, secondo il segretario regionale della Cisl, Maurizio Spina.
L'occasione è quella del Consiglio generale della Cisl Abruzzo, promosso, ieri, per discutere delle misure contenute nella manovra dell'esecutivo nazionale, definita Salva Italia. All'iniziativa ha partecipato, tra gli altri, anche il membro della segretaria nazionale del sindacato, Giorgio Santini.
Soffermandosi sulle criticità dell'Abruzzo, Spina annuncia che il sindacato abruzzese, oggi pomeriggio dalle 16 alle 19, sarà davanti a Montecitorio. «Porteremo i problemi della nostra regione», dice Spina, «e chiederemo un' apertura del confronto con il governo anche per la Vertenza Abruzzo, perché non dobbiamo arrenderci e dobbiamo continuare a lavorare per cambiare e rinnovare il Paese e l'Abruzzo». Secondo il segretario regionale della Cisl, infatti, è importante che «in questa fase si prevedano nuove risorse per lo sviluppo e la crescita. Il governatore Chiodi e l'assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci», afferma il segretario della Cisl, «dicono che è inevitabile l'aumento dell'Irpef».
«Se così deve essere, va bene», prosegue, «ma stabiliamo a priori delle condizioni: a maggio, quando sarà certificato il pareggio di bilancio della sanità», dice il segretario, «si torni subito indietro e, nel frattempo, si faccia in modo che tutte le risorse utilizzate servano per rilanciare l'occupazione e lo sviluppo».
Altro tema fondamentale per l'Abruzzo, secondo Spina, è quello delle riforme: «Si vada avanti con quelle non completate e se ne mettano altre in cantiere, a partire dal riordino dei trasporti regionali. Si provveda, inoltre, a sciogliere i nodi sulla riforma dell'acqua, che ha portato alla costituzione dell'Ato unica, la quale inizia a fare, appunto, acqua da tutte le parti».
Il segretario della Cisl torna poi a criticare lo strumento finanziario del governo Monti: «Sono ancora i lavoratori, i pensionati, i più deboli e i ceti medi a essere colpiti da misure che introducono nuove tasse. Aumento delle accise, dell'Iva, dell'Irpef, introduzione di nuove tasse (Imu e Res), interventi netti sulla spesa sociale con la riforma pensionistica, con l'aumento dell'età pensionabile e dei requisiti contributivi per la pensione anticipata e con il blocco delle valutazioni degli assegni fino a 1.402 euro».
«Ci sono più tasse e tagli, che risorse per la crescita», aggiunge il sindacalista. «Sul totale degli interventi, ben 5 peseranno sulle famiglie italiane e abruzzesi senza garantire loro uno spiraglio di speranza in vista dei sacrifici che dovranno affrontare».