Mancava solo L'Abruzzo, assieme ad alcune altre regioni del Sud, perché la vecchia televisione analogica, così come l'abbiamo conosciuta da più di mezzo secolo, andasse definitivamente in soffitta nel nostro paese. Per farla breve: dal prossimo 30 giugno anche la nostra regione entrerà nel mondo del digitale terrestre: lo annuncia una nota del ministero dello sviluppo economico dopo che titolare Corrado Passera ha firmato i decreti ministeriali che fissano le date dello storico passaggio.
Si chiuderà dunque nei prossimi sei mesi la fase dello switch off che per l'Abruzzo, assieme al Molise e alla provincia di Foggia, è prevista dal 7 al 23 maggio, poi toccherà a Sicilia e Calabria spegnere del tutto il vecchio segnale. Passera rende noto che per gestire le fasi di switch off al meglio sono già state costituite le task force organizzative, mentre nella giornata di ieri sono state concluse le operazioni di transizione al digitale nelle aree già previste. Allo stato attuale, sono circa 49 milioni gli utenti italiani che ricevono già il segnale televisivo digitale.
Il Corecom regionale ha messo in campo tutta una serie di iniziative con centinaia di migliaia di euro perché i disagi del passaggio si riducano al minimo. Il suo presidente, Filippo Lucci, fa riferimento ad esempio al tariffario unico per gli antennisti che servirà a calmierare i prezzi, all'avvio dei corsi di formazione per gli stessi tecnici che dovranno spiegare la complessa materia anche ad anziani e alla previsione di un camper che girerà soprattutto nelle zone montane per diffondere il verbo del digitale.
Tempistica a parte, il passaggio verso la nuova frontiera mediatica turba già una parte della popolazione abruzzese: dopo i problemi di interferenze del segnale tv che si sono registrati in alcune zone del chietino («che però - a detta di Lucci - si risolveranno con un abbassamento della potenza dell'antenna di Ancona»), ecco invece presentarsi seri inconvenienti nel Teramano. A causa dello switch off delle vicine Marche, il comprensorio della Vibrata non riesce più a captare il segnale analogico delle emittenti locali e perfino del Tg3 nazionale. Il presidente dell'Unione dei Comuni, Alberto Pompizi, si fa portavoce delle vibranti proteste e suggerisce quindi di anticipare lo switch off abruzzese. Qualora l'ostacolo dovesse permanere, Pompizi minaccia la sospensione del pagamento del canone televisivo per i prossimi sei mesi. Uno sciopero che, da quelle parti non è certo una novità: diversi comitati del posto l'hanno più volte proposto perché in alcune zone di confine da tempo immemore non si riceve più il segnale di Raitre.