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Pescara, 18/01/2021
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Data: 23/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Trasporti e risorse - Treni e bus: trovati i soldi, niente tagli. Tornano in gioco i 30 milioni falciati da Tremonti e Berlusconi. Morra: «Linee e servizi restano inalterati»

Effetto-Monti, apertura del governo verso le Regioni: budget quasi identico anche per il 2012

PESCARA - Una notizia positiva per il tormentato orizzonte del trasporto pubblico locale. I tagli epocali, annunciati con la manovra-Berlusconi d'autunno e rimasti in sospeso dopo l'insediamento di Monti, non ci saranno. O saranno ridottissimi. Al punto che in Regione si parla di «respiro di sollievo enorme». E' l'esito della conferenza Stato-Regioni tenutasi martedì a Roma con i rappresentanti del nuovo esecutivo nazionale. In soldoni: Tremonti aveva previsto 400 milioni di euro per il trasporto pubblico locale delle Regioni (rispetto alla precedente base di 1,9 miliardi). Poco meno di un massacro. Poi dopo il lungo tira e molla il tetto era stato alzato a 1,2 miliardi di euro. Prospettiva molto desolante ma pur sempre un bel passo avanti. Oggi invece, il governo Monti ha aggiunto altri 400 milioni e il tetto è salito a 1,6 miliardi. Tradotto per l'Abruzzo: sono riemersi dalla giungla dei tagli i 40 milioni di euro che avrebbero costretto gli amministratori a impugnare la scure difronte ai servizi del trasporto pubblico locale. Il governo, in sostanza, ha riconosciuto l'importanza strategica del settore «per la vita sociale e per lo sviluppo del Paese». Un concetto sottolineato a chiare lettere nell'intervista concessa ieri al Messaggero Abruzzo anche dal segretario nazionale Cisl, Raffaele Bonanni.
Resteranno nel cassetto quindi le previsioni più pessimistiche sulla possibile e delicatissima razionalizzazione di tutte le corse su ferro (parte principale) e su gomma (parte secondaria). Ora c'è qualche giorno di tregua per tornare ad occuparsi della partita molto delicata del riassetto di tutto il settore in vista dell'incontro, posticipato al 27 dicembre, con i sindacati. Morra ha chiesto lo slittamento proprio perchè oltre all'incontro di martedì, ce ne era un altro in agenda ieri a Roma con una commissione tecnica di Trenitalia.
«Praticamente ci hanno tolto la spada di Damocle - ha spiegato l'assessore ieri al ritorno da Roma - la spesa di 1,9 miliardi era incentrata sul settore ferroviario ma avrebbe interessato certo anche il settore gomma. Sarebbe stata una decapitazione dell'intero trasporto pubblico locale». Ecco il sospiro di sollievo grazie alla sensibilità del governo Monti. «Al Mef - continua Morra - abbiamo parlato solo del ripristino dei fondi per il Tpl con una certa gradualità».
Difronte ai tagli Morra aveva commentato in maniera colorita che la Regione «da curatore fallimentare sarebbe diventata carnefice». Oggi invece si ritrova in mano una ulteriore buona notizia. «Nel quadro dell'incontro il Ministero ci ha dedicato un'ulteriore apertura. In questa fase di confronto con il Ministero delle Infrastrutture ci sarà anche una discussione collegata a discorsi di premialità per i riconoscimento, totale o parziale, dei 140 milioni dell'Iva relativa a tutti i contratti di servizio che a oggi invece non è riconosciuta dal governo (e grava sulle Regioni, ndr)». Ora attenzione alla legge sul riordino il cui l'obiettivo è l'accorpamento delle società che si occupano di trasporto pubblico locale su gomma. Deliberato dalla giunta, il testo è in commissione ed era stato oggetto di aspre discussioni. Il Pd voleva già votarla per farla arrivare in Consiglio, il presidente Argirò ha voluto approfondire alcuni particolari sfruttando anche l'ultima audizione in calendario. Per adesso il brindisi di Natale dei trasporti sarà un po' più leggero. Morra lo dice piano, ma lo dice: «Chissà dove avremmo preso i soldi se avessero confermato quei tagli».


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