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Data: 23/12/2011
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Ex dipendenti Wagon Lits occupano il grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino. Moretti (Fs) promette soluzione entro 24 mesi

In tre accampati nella sede. Hanno chiesto aiuto al ministro Passera.

MILANO- Sono accampati da ore al quarto piano del grattacielo in costruzione di Intesa Sanpaolo a Torino. Matteo, Antonio e Nicola sono tre dei 65 lavoratori disoccupati - nel Torinese, in Italia sono circa 800 - della ex Wagon Lits, la società che forniva il servizio dei vagoni letto per Trenitalia. Dall'11 dicembre non prendono lo stipendio né la cassa integrazione.

UN VIDEOMESSAGGIO PER PASSERA- Sono saliti mercoledì alle 20.30 e hanno montato una tenda. Per tutta la notte un presidio di circa 30 altri ex colleghi li ha assistiti a distanza, sul marciapiede, fuori dal cancello sorvegliato dalla digos. Dalle 7 di giovedì i lavori al cantiere sono comunque proseguiti, ma il piano su cui si trovano i manifestanti è stato isolato. «Non ci muoveremo da qui - ha detto da 40 metri di altezza, Matteo Mele, 43 anni - finché il governo non ci darà una risposta». Matteo e i suoi compagni hanno girato anche un videomessaggio per il ministro dei trasporti Corrado Passera, diffuso tramite i social network. «Pensiamo che se lei - è uno dei passaggi - ha avuto come a.d. di Intesa SanPaolo la capacità di trovare mezzo miliardo per costruire questo grattacielo, potrebbe trovare il modo per mantenere il servizio dei treni notturni. Venga direttamente qui a parlare».

Fotogramma/LaponeFotogramma/Lapone
TENSIONI CON I POLITICI - A portare solidarietà e viveri ai tre ex dipendenti è salito questa mattina sull'impalcatura il capogruggo di Sel in Comune, Michele Curto. Anche l'assessore torinese ai trasporti Claudio Lubatti è passato a trovare i presidianti, che hanno richiesto la presenza del sindaco di Torino, Piero Fassino. Momenti di tensione nel tardo pomeriggio, quando è arrivato il parlamentare del Pd Stefano Esposito, con l'assessore regionale ai trasporti Barbara Bonino. Sono saliti entrambi sul grattacielo per convincere i tre ex lavoratori - invano - a scendere. Un'accesa discussione è nata quando Esposito ha detto ai presidianti a terra: «Occupare un luogo privato è sbagliato. Prima che intervengano le forze dell'ordine consiglio ai vostri colleghi di scendere». Un disoccupato di 60 anni, colto dalla rabbia, si è avvicinato al parlamentare e ha gridato: «Io mi alzo la mattina e piango, sappiamo noi quello che soffriamo, cosa ne sapete voi». Gli ha fatto eco Orazio: «Un collega a Messina oggi ha tentato il suicidio, è bene che lo sappiate, lì c'e' un padre di famiglia che ha due bambini che piangono a casa». L'assessore Bonino è andata via da un'uscita secondaria.

MORETTI - Nella serata di giovedì l'ad di Trenitalia Mauro Moretti ha telefonato al sindaco di Torino, Piero Fassino, promettendo che è disposto a trovare una soluzione nei prossimi 24 mesi per i lavoratori disoccupati della ex Wagon Lits. Moretti ha chiesto al primo cittadino di "intervenire" affinché gli operai scendano dal grattacielo e si è informato sulle loro condizioni di salute. Fassino, che gli aveva mandato nei giorni scorsi una lettera, siglata anche dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia e oggi da quelli di Napoli e Bari, Luigi De Magistris e Michele Emiliano, lo ha ringraziato per l'interessamento.
Più tardi il capogruppo di Sel in consiglio comunale a Torino, Michele Curto, è salito - con l'intermediazione della Digos - sul grattacielo per spiegare ai tre disoccupati Wagon Lits il contenuto di un comunicato stampa delle Ferrovie dello Stato in cui si garantisce «l'impegno di garantire, entro i prossimi 24 mesi, la progressiva ricollocazione» delle persone rimaste senza lavoro.

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