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Data: 23/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fondi per il sisma, tutti contro Monti. Chiodi va a Roma e minaccia le dimissioni. Cesa dell'Udc pressa il Governo

A Natale, tutti più buoni tranne il governo. Solo 30 milioni per l'emergenza sismica. Una cifra che tuttavia non ha inventato il premier Monti: la dotazione finanziaria era già prevista dal decreto Abruzzo, così l'attuale governo non ha fatto altro che confermare quanto già messo nero su bianco. Una previsione ottimistica, troppo per una ricostruzione che all'Aquila non è mai cominciata. Così ieri il sindaco Massimo Cialente, e il commissario alla Ricostruzione Gianni Chiodi separatamente hanno raggiunto Roma per cercare contatti con Monti dopo aver appreso che il Ministero dell'Economia aveva bocciato la bozza di ordinanza da 136 milioni di euro per l'emergenza. Dal canto proprio il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa ha riferito al vice sindaco Giampaolo Arduini di «aver esposto personalmente al Governo la necessità di porre la massima attenzione sull'emergenza post-sisma che ancora oggi vivono i cittadini dell'Aquila. È compito di noi tutti non far mancare mai il sostegno concreto a chi ha vissuto il dramma del terremoto». Il commissario Gianni Chiodi ha messo sul piatto della partita anche le sue dimissioni. «Se non ci daranno risorse aggiuntive - ha detto ieri - lascerò l'incarico da commissario. Se non saranno rinnovati i contratti dei precari, andrò via con loro».
Rilanciano i sindaci del cratere, pronti a rimettere il mandato il 2 gennaio nelle mani di Napolitano. Lo hanno scritto in una nota inviata, fra gli altri, al premier Monti e al Presidente della Repubblica che ha fatto seguito ad una infuocata riunione. «Tale eventuale ostinazione a non concedere quanto richiesto - scrivono Emilio Nusca e Massimo Cialente per il coordinamento dei sindaci - non potrà che essere interpretata dai sindaci come una chiara mancanza di volontà a prestare la dovuta collaborazione istituzionale e pertanto agli stessi non resterà altra strada che rimettere il proprio mandato nelle mani del Presidente della Repubblica il giorno 2 gennaio 2012, contemporaneamente alla chiusura di tutti gli uffici comunali addetti alla gestione dell'emergenza e della ricostruzione».
L'estremo gesto sarà fatto se nel giro di poche ore, non sarà adottato un provvedimento governativo, che determini una prima, parziale, ma sufficiente copertura finanziaria per la gestione dell'emergenza. Nel contempo, l'assemblea chiede una riunione operativa immediata all'Aquila, alla presenza anche dei vertici del ministero dell'Economia. Dal canto proprio il sindaco Massimo Cialente in mattinata ha avuto un contatto telefonico con il premier Monti tramite il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Sia il sindaco Cialente, sia il numero uno della Sge Roberto Petullà sono dell'avviso che non potrà essere sufficiente una ordinanza per ottenere risorse aggiuntive che superano la dotazione della legge 77 (ex decreto Abruzzo) per l'anno in corso. «Ho chiesto che venga emanato un decreto a perdere (da non convertire ndr)- ha spiegato il sindaco -. Servono 180 milioni per quest'anno e 80 milioni subito. L'unica cosa che si può fare è prendere i soldi della ricostruzione per metterli sul capitolo dell'emergenza, ma è in conto capitale».
In campo anche il parlamentare Giovanni Lolli in quale ha scritto una nota ai parlamentari abruzzesi per chiedere una posizione comune che sottolinei il problema dell'assenza di risorse che porterà allo stop dei rapporti con i lavoratori di Abruzzo Engineering».

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