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Data: 23/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Via libera all'aumento Irpef dell'1,73% in Abruzzo. Il bilancio approvato in commissione, bocciato l'emendamento del Pd

D'Alessandro: la maggioranza vuole avere le mani libere per continuare a tassare i cittadini

PESCARA. La prima commissione permanente del consiglio regionale, presieduta da Emilio Nasuti, ha approvato, ieri sera, il bilancio e la finanziaria regionali, che approderanno in aula il prossimo 29 dicembre.
Tra le novità, una riguarda i provvedimenti che mirano, in teoria, a ridurre i costi della politica. E' stato approvato un emendamento (presentato da consiglieri regionali Emilio Nasuti, Emiliano Di Matteo e Federica Chiavaroli) che consente al consigliere regionale, che ne ha acquisito il diritto, di rinunciare al vitalizio.
L'aumento dell'Irpef è stato uno degli oggetti della discussione in commissione. Nell'articolo 8 della legge finanziaria, che la giunta regionale vuole portare in consiglio il 29 dicembre, insieme al bilancio preventivo 2012, si fa riferimento all'Irpef (l'imposta sui redditi) e si legge: «Le parole per cui nel decreto legislativo nº 446 del 1997 l'Irpef è fissata all'1,4%, sono sostituite dalla parole "l'imposta è determinata applicando all'aliquota di base, stabilita dalla legge dello Stato, la maggiorazione di 0,5 punti percentuali"». Tenendo conto che l'aliquota di base inserita nella manovra del governo Monti, varata ieri anche dal Senato, è dell'1,23% e calcolando la maggiorazione dello 0,5% prevista nella finanziaria regionale, l'Irpef 2012 per l'Abruzzo arriverà a toccare quota 1,73% contro l'1,4% del 2011.
Il Pd aveva proposto un emendamento con cui intendeva fare chiarezza definitiva sulla questione dell'aumento dell'aliquota. Ma la maggioranza, ieri, ha bocciato la proposta del Pd di destinare obbligatoriamente le risorse, 40 milioni, provenienti dal pareggio nei conti della sanità, in caso di accertamento nel corso del 2012, tutte alla riduzione della pressione fiscale regionale a carico di i prese e cittadini.
«Continuano a mentire spudoratamente», ha commentato il capogruppo del Pd in consiglio, Camillo D'Alessandro. «Vogliono avere le mani libere per continuare a tassare i cittadini anche venendo meno l'obbligo di mantenere le massime aliquote regionali. Stiamo parlando di circa 40 milioni che possono essere destinati alla riduzioni delle imposte regionali. Insomma il trucco è qui: oggi si introduce l'addizionale regionale in presenza di un obbligo, ma tra qualche mese se questo obbligo verrà meno, la maggioranza vuole mantenere comunque le tasse per farci altro. Sono stati scoperti».
Nei giorni scorsi, l'assessore al Bilancio, Carlo Masci, rispondendo alle accuse mosse alla giunta sul punto dal Pd, aveva detto: «Il comportamento della minoranza è improntato su sterili polemiche, accuse infondate e provocazioni continue. A seguito di questa incessante campagna di disinformazione condotta sistematicamente dalla minoranza ritengo doveroso fare chiarezza una volta per tutte. E' l'ulteriore dimostrazione di una connaturata propensione alle chiacchiere e alle polemiche piuttosto che ai fatti concreti. Gli abruzzesi devono avere, invece, una certezza assoluta: questa amministrazione utilizza ogni euro destinato alla sanità per la sanità e ogni euro destinato al pagamento dei debiti sanitari per pagare i debiti contratti dai precedenti governi regionali. Di questo si può essere certi perché la gestione Chiodi non ha portato agli abruzzesi un euro di indebitamento, sia nella sanità che nel bilancio regionale».
Critico sul bilancio 2012 anche il consigliere regionale di Sel, Franco Caramanico.
«Ancora una volta», ha detto Caramanico, «siamo chiamati a confrontarci su un bilancio gravato da un vizio di fondo: Chiodi e la sua giunta pensano di utilizzare i fondi di investimento per le spese correnti. Solo per fare un esempio basti pensare che i due milioni di euro destinati a fronteggiare il dissesto idrogeologico, tema quanto mai attuale, sono indirizzati da Chiodi al funzionamento della giunta».
Infine la sanità. «Una voce», ha aggiunto il consigliere di Sinistra ecologia e libertà, «che incide pesantemente sul bilancio, ma sulla quale il consiglio regionale viene scippato delle sue prerogative perché, con il commissariamento, Chiodi arroga a sé qualsiasi decisione. Se solo volesse, si potrebbe capire come tagliare la spesa sanitaria senza incidere negativamente sui livelli di assistenza e sui diritti degli abruzzesi ad avere una sanità efficiente».

Idv: è possibile abbassare quell'imposta

Costantini: la giunta può rimodulare al ribasso l'aumento dello 0,5%
Vanno esentati dall'incremento dell'addizionale i redditi fino a 75 mila euro

PESCARA. Compensazione dell'addizionale Irpef dello 0,33% con la progressiva riduzione di quella già in essere allo 0,50% e, in subordine, esenzione dei redditi sino a 75 mila euro; anticipazione degli effetti del decreto Berlusconi (il numero 138 di quest'anno) e pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti abruzzesi; introduzione della Asl unica regionale, fusione delle società regionali del trasporto pubblico locale e blocco di assunzioni e spese, sino alla conclusione del loro processo di riorganizzazione; riduzione dei superpremi dei dirigenti in misura proporzionale alla riduzione del loro numero determinatasi negli ultimi 24 mesi, e ancora eliminazione di 11 auto blu di assessori e vice presidente del Consiglio.
Sono queste alcune delle proposte che il gruppo dell'Italia dei valori presenterà nelle prossime sedute del Consiglio regionale dedicate al bilancio e alla legge finanziaria. Ad illustrarle, ieri, è stato il capogruppo in consiglio regionale dell'Idv, Carlo Costantini, alla presenza dei consiglieri Paolo Palomba e Camillo Sulpizio.
«Con Chiodi», ha detto il capogruppo del partito di centrosinistra, «è sempre vero tutto e il contrario di tutto. Questo accade quando chi governa sceglie di galleggiare e non di gestire gli eventi. Nel caso del bilancio: le dinamiche delle entrate e delle uscite».
«E' vero che l'addizionale Irpef l'ha imposta Monti», ha detto Costantini, «e questo almeno dovrebbe mettere d'accordo anche in Abruzzo Pd e Pdl che, invece, l'hanno votata a Roma e ci litigano sopra all'Aquila, ma è vero anche che l'Abruzzo potrebbe compensare l'incremento, rimodulando al ribasso la quota fissata in precedenza allo 0,5%».
Come? «E' vero che l'addizionale è destinata alla sanità», ha spiegato l'esponente dell'Idv, «ma è vero anche che, avendo la Regione già raggiunto il pareggio di bilancio (almeno stando a quello che Chiodi rivende all'opinione pubblica da ormai qualche mese) ed essendo il bilancio di previsione 2012 presentato al consiglio regionale già in equilibrio, potremmo farne a meno ed evitare questo ulteriore salasso agli abruzzesi. E' vero che l'incremento dell'addizionale dello 0,33%, pari ad oltre 40 milioni di euro, è inevitabile, ma è altrettanto vero che non è iscritto nel bilancio come previsione di entrata e non se ne conosce, di conseguenza, l'effettiva destinazione. E' vero che sul piano della rappresentazione formale, Chiodi può evocare il pareggio del bilancio, ma è vero anche che lo stesso Chiodi ha ridotto l'indebitamento relativo al 2011 da 548 milioni a 142 milioni attraverso un artifizio, avendo detratto 160 milioni di Fas che non ha ancora (e che nel 2011 non avrà più) e 200 milioni per un mutuo che non ha ancora attivato (e che nel 2011 non attiverà più). Di conseguenza è vero che ha prelevato nel 2011 circa 13 milioni di euro dalle tasche degli abruzzesi con accise sui carburanti e bolli auto, ma e' vero anche che, non avendo contratto il mutuo, non li ha utilizzati per ridurre il debito, ma se li è spalmati sulla spesa corrente».

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