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Data: 23/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Il Decreto salva Italia (Liberalizzazioni) - Negozi, liberalizzati gli orari di vendita. Più libertà nel commercio, ma per le farmacie e i taxi per ora non cambia niente

ROMA. Quella delle liberalizzazioni è una riforma riuscita solo a metà. Troppo forti le proteste delle lobby di tassisti e farmacisti, anche se il governo ha promesso che la deregulation in questi settori non è tramontata ma solo rimandata. Le liberalizzazioni, così ha assicurato il sottosegretario all'Economia Vittorio Grilli, «sono un obiettivo strategico per favorire la concorrenza e daregarantire al cittadino la possibilità di una scelta trasparente e consapevole».
Commercio. È qui che si concentrano molte delle novità rimaste in piedi in tema di liberalizzazioni. Spariscono innanzitutto i limiti di orario: saranno i singoli negozianti a poter decidere quando e quanto tenere aperto il proprio esercizio. Finora questa possibilità era limitata alle sole località turistiche. Vengono a cadere anche tutti i vincoli legati alle licenze: l'apertura di nuovi esercizi commerciali sarà più semplice e non potrà più essere limitata, ad esempio, da distanze minime. La cancellazione di queste restrizioni toccano anche le edicole: da qui la minaccia di serrata per la fine dell'anno.
Farmaci e taxi. Le due grandi liberalizzazioni saltate. Il decreto salva-Italia nella sua versione iniziale dava il via libera alla vendita dei farmaci di fascia C (quelli con obbligo di prescrizione ma senza rimborso da parte del servizio sanitario nazionale) anche da parte delle parafarmacie, comprese quelle presenti nei supermercati. La norma, che comunque prevedeva una liberalizzazione soltanto nei comuni sopra i 15mila abitanti, è stata rivista completamente: potranno essere venduti al di fuori delle farmacie soltanto i medicinali senza obbligo di ricetta medica.
Dalla manovra sono rimasti invece completamente esclusi i taxi, anche se comunque qualche novità in termini di trasporti rimane. L'articolo 37 della manovra, infatti, inizia a delineare un percorso di liberalizzazione per le reti di trasporto, a partire dal settore ferroviario.
Antitrust. L'autorità garante per la concorrenza avrà più poteri: oltre a quello, che già possiede, di segnalazione, si aggiunge quello - molto più incisivo - di denuncia e di azioni di giudizio contro provvedimenti delle pubbliche amministrazioni lesivi delle concorrenza. L'antitrust potrà rivolgersi direttamente alla giustizia amministrativa.
Partecipazioni incrociate. Altra misura forte è quella che vieta ai titolari di cariche negli organi gestionali, di controllo e ai vertici delle strutture organizzative, di assumere incarichi in imprese tra loro concorrenti o controllate. La disposizione riguarda le imprese operanti nel settore assicurativo, finanziario e del credito.

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