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Data: 23/12/2011
Testata giornalistica: Corriere adriatico
Tagli al trasporto su gomma, i sindacati puntano i piedi. Il 31 gennaio sciopero di quattro ore

Salvo il ferro, è la gomma a preoccupare. Sul trasporto pubblico locale, la battaglia non è conclusa. Se le risorse del governo sui binari fanno tirare un sospiro di sollievo almeno per il 2012, sull'altro fronte, i sindacati puntano i piedi, consapevoli dell'importanza di una partita che coinvolge oltre 1700 lavoratori. Così ieri, nel corso dell'incontro con l'assessore Viventi, hanno deciso di mantenere la linea dura. La partita in gioco vale un taglio del 5%, che comporterebbe la messa in discussione di circa 80 posti di lavoro. Dunque, lo sciopero regionale, quello sulla gomma proclamato nei giorni scorsi da Filt Cgil, Fit Cisl e Uil trasporti, resta per ora confermato: il 31 gennaio per quattro ore incroceranno le braccia tutti gli addetti del settore. Revocato in modo definitivo invece quello sul ferro. Salvo sorprese perché, oggi, è convocata l'ennesima riunione in Regione: ci saranno loro, i sindacati di categoria e il dirigente . Insieme, si cercherà di mettere sul tavolo i tagli da effettuare nelle Marche, magari costruendo un mappa delle priorità. Prove tecniche di un accordo che per il momento appare lontano. "Le motivazioni che ci ha fornito l'assessore non sono sufficienti per revocare lo sciopero", chiosano all'unisono Fabbietti, Cgil, Ascani, Cisl e Adreani, Uil. Alle proteste dei sindacati, del resto, si associano quelle di alcuni sindaci, come quello di Urbino, Franco Corbucci, secondo cui il taglio in questione comporterebbe per la città feltresca la perdita di corse del tpl su gomma pari a 60 mila chilometri. Anche la Provincia di Pesaro con l'assessore Claudio Minardi alza la voce chiedendo alla Regione "un altro sforzo". Nel mirino, dunque, finisce proprio quella sforbiciata del 5% che si abbatterà sulla gomma. I sindacati fanno muro. Osserva Fabbietti, segretario generale Filt Cgil: "Tradotto in ulteriori cifre significa mettere in bilico circa 80 posti di lavoro: il 5% in meno vogliono dire tre milioni di euro in meno per il settore e circa 2 milioni e 200mila chilometri in meno di tratta". Insomma, si chiedono i sindacati, "perché dobbiamo perdere lavoratori sulla gomma senza alcuna possibilità di contrattare? E' ormai necessario giungere ad una generale riorganizzaione del settore". In teoria, i tagli da mettere a punto spetterebbero alle Province che in realtà delegano alle aziende. Con tutte le conseguenze del caso. "Quella dell'assessore Viventi è stata una comunicazione più che una trattativa", attacca Giorgio Andreani, segretario Uil Trasporti. "L'intera operazione si chiuderà con un -2/3% per il ferro e un 5% sulla gomma". Una situazione "insostenibile" soprattutto se si considera che nel 2013 andrà a gara il servizio su gomma a livello regionale. Attualmente, nelle Marche ci sono circa 42 aziende del settore: a Fermo ci sono la Steat e altre 5 aziende per un totale di 117 addetti, ad Ascoli ci sono la Start e altre 7 aziende per un numero complessivo di 235 addetti, a Macerata ci sono la Cotram di Camerino e altre 8 aziende per un totale di 390 addetti. E ancora, in provincia di Pesaro e Urbino ci sono l'Ami ed altre 12 aziende per un numero complessivo di 410 addetti. Nella provincia di Ancona, infine, ci sono la Conerobus e altre 5 aziende per un totale di circa 600 addetti. Tra le varie aziende, non esiste alcuna sinergia, anche a livello gestionale, nonostante nel Piano regionale dei trasporti fosse ricercata la possibilità di integrazione e aggregazione delle stesse aziende per abbattere i costi. Nelle Marche ci sono ad oggi cinque contratti di servizio con un totale di chilometri annui regionali pari a circa 42 milioni con un finanziamento annuo di circa 65 milioni di euro. Proprio partendo da questo contesto, la Fit Cisl di Roberto Ascani sottolinea le "perplessità emerse dall'incontro con l'assessore" rispetto ai tagli da definire e "senza pensare di mettere mano ad una riorganizzazione". Per la Cisl infatti "i piano di bacino sono datati e sarebbe opportuno tirarli fuori per avere più efficienza. Siamo favorevoli ad un'agenzia unica che coordiini i 5 bacini provinciali".

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