PESCARA - Abruzzo beffato due volte da Trenitalia: biglietti più cari e su una tratta lumaca, quella adriatica, tagliata fuori dall'alta velocità e dalle scelte strategiche sui collegamenti nazionali ed europei. A portare il caso in Parlamento sono i senatori del Pd Giovanni Legnini e Luigi Luisi, con una interrogazione al ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera e al presidente del Consiglio Mario Monti, nella sua veste di ministro dell'Economia.
Al centro c'è la riorganizzazione di Trenitalia, società a capitale interamente pubblico, «che vede l'Abruzzo - scrivono Legnini e Lusi - menomato di una quota rilevante del servizio di trasporto ferroviario». Si ricorda tra l'altro che per la tratta adriatica non sono mai stati effettuati investimenti per l'alta velocità, né programmati per il futuro. L'ultima beffa arriva dal regolamento europeo relativo al prolungamento a Sud del corridoio baltico-adriatico. Il progetto originario prevedeva il collegamento con la Puglia, ma l'ultima proposta licenziata dalla commissione Ue ha stabilito invece investimenti da Helsinky a Ravenna: il corridoio europeo si fermerà probabilmente lì, tagliando fuori Marche e Abruzzo. A meno di ripensamenti.
Ma non è tutto. Un dossier redatto da Legambiente vede l'Abruzzo in cima alle regioni italiane per il tariffario più alto, con un rincaro dei biglietti fino al 25%, a fronte di un taglio del 10% sui servizi. Da qui la richiesta dei due parlamentari di rivedere il programma di Trenitalia.