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Pescara, 08/04/2026
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24/12/2011
Il Messaggero
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Chiodi-Monti, summit il 28 «L'Abruzzo si sta rialzando» Fiducia per il 2012: «Sacrifici necessari, la gente ha capito»
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L'AQUILA - Altrimenti Chiodi ammette candidamente che tornerà a fare il presidente della Regione, abbandonando la poltrona da commissario che lui stesso ha offerto di recente anche a Gianni Letta («Ma lui non ci pensa neanche lontanamente ad accettare»). Viste le tensioni degli ultimi giorni - ci sono i precari in agitazione per i contratti in scadenza ed è ancora ferma l'ordinanza per i centri storici - i temi del terremoto hanno ovviamente condizionato la tradizionale conferenza stampa che il presidente della Regione ha tenuto ieri nella sala giunta di Palazzo Silone per tracciare il bilancio dell'anno che sta per andare in archivio. Per farlo Chiodi ha utilizzato una lettera indirizzata a tutti gli abruzzesi. Un messaggio per ribadire che questo Natale «ci porterà via dalle tasche qualche soldino in più. Ma non per nostra scelta, quanto per politiche anti recessione adottate dal Governo nazionale», ma anche «un po' di ottimismo in più». Ha insistito sul «raggiunto equilibrio nei conti della sanità» e sui dati elaborati dagli istituti di ricerca che «ci attribuiscono le migliori performance in assoluto, in Italia, quanto a crescita Pil, occupazione, numero imprese. Questo deriva dal fatto che non ci siamo arresi di fronte alle prime avvisaglie di default». «Il Governo regionale - ha detto Chiodi - ha adottato decisioni anche dolorose, se si vuole, ma necessarie per contenere le spese, raggiungere economie, pur mantenendo sempre vivo il mercato. Un'altra parte di merito va alla classe imprenditoriale, dinamica e propositiva, che ha accolto il nostro invito ad investire nelle tecnologie, nella ricerca, nell'innovazione». E poi i «cari abruzzesi» che, «nonostante i tentativi di strumentalizzazione di una parte della politica», hanno compreso «che bisognava andare avanti uniti, affrontando i sacrifici in nome di un bene e di un traguardo più elevati: la tranquillità ed il futuro dei nostri figli». E il 2012? Il presidente ha assicurato «un occhio di riguardo per le popolazioni aquilane, anche per loro potrà comunque essere un Natale da festeggiare, avendo tutti ricevuto l'assegnazione del tipo di alloggio preferito». Un quadro positivo che lo stesso governatore ha poi parzialmente modificato: «La comunità aquilana è disgregata in migliaia di rivoli di interessi contrapposti; non tutti remano nella stessa direzione. Un atteggiamento che, però, può essere corretto dal momento che il percorso di ricostruzione è ancora lungo. Per questo mi appello a sindaci, forze sociali e produttive, sistema bancario, imprese: devono capire tutti che saranno i ricostruttori della città. Sono loro che dovranno lasciare il segno per le prossime generazioni. Solo recuperando il senso di comunità e appartenenza si può affrontare questo processo». Sul finire dell'incontro c'è stato anche un pepato botta e risposta tra Chiodi e il presidente dell'ordine dei giornalisti, Stefano Pallotta. «Quale regalo vorrei ricevere? Sotto l'albero - ha risposto Chiodi - vorrei trovare la possibilità di lavorare, indefessamente, ricevendo anche critiche, ma non dovendo combattere con la divulgazione di notizie completamente infondate». Il riferimento, chiaro, è alle recenti polemiche sull'Irpef. Pallotta ha pungolato il presidente: «La Regione dia esempi che consentano di poter rompere quel meccanismo per il quale addetti stampa, portavoce vengono scelti in base a criteri personali o politici». «Anche quando ero sindaco - ha chiuso Chiodi - non ho mai scelto persone portate da me e non ho mai toccato nessuno dei presenti».
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