C'è chi prende tranquillamente il bus, chi passeggia lungo la nazionale senza problemi fra camion e auto, chi cammina coprendosi la fronte con la mano per ripararsi dal sole, chi addirittura dà indicazioni ad un passante (che era peraltro un investigatore) su indirizzo e tragitto da seguire. Sono alcuni dei ciechi totali finiti sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato, scoperti dalla guardia di finanza di Pescara. Sono in cinque a finire sull'avviso di conclusione delle indagini firmato dal Pm Mirvana Di Serio: tutti pescaresi o della provincia che, anche se invalidi per problemi legati alla vista, erano comunque riusciti ad ingannare le commissioni della Asl e farsi riconoscere la cecità totale che permette di poter accedere alla indennità di accompagnamento, che rappresenta la parte più consistente della loro retribuzione. Il totale della presunta truffa ammonta a circa 250 mila euro: somme percepite indebitamente che la finanza cercherà di recuperare attivando la Corte dei conti.
Questi cinque anziani di accompagnamento non avevano certo bisogno, stando almeno a quanto risulta dalle fotografie e dai filmati dei finanzieri che li hanno pedinati e persino interrogati con le scuse più diverse. Tutto nasce da una segnalazione riferita al cieco che prendeva il bus. Qualcuno che lo conosceva bene e che sapeva le sue reali condizioni, evidentemente non ha digerito la furbata di farsi riconoscere l'invalidità totale, mentre invece circolava tranquillamente da solo senza usare il bastone bianco che non utilizzava. E così la guardia di finanza ha acquisito dall'Inps e dalla Asl tutti i fascicoli relativi ai ciechi totali: 246 persone. Tolti quelli deceduti, ha ristretto il campo a 174 per poi procedere a campione su una cinquantina di soggetti particolarmente sospetti. Si è arrivati così a scremare i cinque indagati. Il dieci per cento, cifra tutto sommato importante. I filmati sono poi stati esaminati da un esperto che ha stilato per la finanza una relazione nella quale sostiene che «non appare possibile far conciliare con lo stato di cieco totale molti degli atteggiamenti tenuti dall'individuo identificato (nel caso specifico il nominativo di quello che prendeva il bus ndr). Non mostra una andatura incerta tipica del cieco, ma anzi si muove con sufficiente disinvoltura fra ostacoli fissi (auto parcheggiate, siepi, persone in fila) senza mai utilizzare l'ausilio del bastone, pur in suo possesso. E' inoltre in grado di riconoscere l'autobus in arrivo, di salire senza nessun aiuto e allo stesso modo pare riconoscere senza difficoltà la fermata dove scendere».
E così per tutti gli altri finti ciechi totali. C'è anche un signore che si reca alla Asl a ritirare dei documenti e poi si allontana speditamente con il bastone bianco sotto il braccio e leggendo le carte: tutto ripreso dalle telecamere della finanza. Le posizioni dei singoli indagati sono diverse, ma soltanto per la decorrenza del riconoscimento dello status di cieco totale e dunque in relazione all'indennità di accompagnamento percepita. C'è chi parte dal 2005 e chi dal 2009; cambiano, in proporzione, le somme indebitamente percepite da ognuno di loro. Indennità che la finanza cercherà di bloccare visto che è indubbio, dai filmati, che non si tratta assolutamente di ciechi totali. Sono persone ipovedenti che si muovono con disinvoltura tanto da sembrare uguali agli altri. Tanto è vero che, anche nel sottoscrivere la notifica dell'avviso di conclusione delle indagine davanti ai finanzieri, non hanno avuto esitazioni nel firmare al posto giusto e senza nessun aiuto. Per quanto riguarda le commissioni Asl che sarebbero state ingannate e che rilasciarono la certificazione di cecità totale, secondo gli inquirenti sarebbero parte offesa nel procedimento e dunque senza nessun tipo di responsabilità. Adesso gli indagati avranno venti giorni di tempo per presentare eventualmente memorie difensive o chiedere di essere ascoltati, poi si passerà alla fase della richiesta di rinvio a giudizio.