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Data: 24/12/2011
Testata giornalistica: La Stampa
Wagon Lits, Fassino sul grattacielo convince gli ex ferrovieri a scendere

Un lungo applauso, le lacrime e gli abbracci dei colleghi che li hanno seguiti da sotto hanno accolto Matteo Mele, 43 anni, Antonio Previti, 23 anni, e Nicola Sabba, 22 anni, i tre dipendenti della Wagon Lits che hanno trascorso tre giorni e due notti sulla gru del grattacielo dell'Intesa Sanpaolo in costruzione a Torino per protestare contro il loro licenziamento. Le rassicurazioni di Trenitalia e la visita del sindaco Piero Fassino li hanno convinti a scendere.

«L'ad delle Fs Moretti, il ministro Passera e il viceministro Ciaccia - ha detto il primo cittadino - mi hanno confermato l'impegno dell'azienda a favorire la ricollocazione dei lavoratori, ai quali ho chiesto di interrompere la loro protesta e tornare alle loro famiglie. Loro hanno accolto la mia richiesta, ora resta naturalmente l'impegno mio e degli altri sindaci che in questi giorni si sono interessati alla vicenda (di Bari, Bologna, Napoli e Milano, ndr) a continuare a seguire la vertenza fino alla sua positiva conclusione».

«Spero - ha detto Mele - che sia come ci hanno detto ma non mi fido. Non vogliamo più sentire parlare di mobilità o cooperative e vogliamo lavoro stabile per tutti, altrimenti a gennaio torneremo ad arrampicarci più arrabbiati di prima e non scendiamo neanche se viene il papa». Mele ha detto di avere chiesto al sindaco Fassino «di mordere come un mastino la gente che sta a Roma» e ha definito i ragazzi che lo hanno accompagnato sulla gru «dei ragazzi stupendi, anche se mi mancava mia moglie».

Previti ha definito l'avventura sulla gru «difficile, dura, pesante. Ma alla fine abbiamo ottenuto qualcosa. Abbiamo vissuto momenti di debolezza, ma abbiamo ricaricato le batterie tirando fuori il carattere. Spero che sull'onda di questa protesta qualcosa cominci a muoversi».

Sabba ha ringraziato i due colleghi: «Con due persone così avremmo potuto resistere altre tre settimane sulla gru. Il freddo c'era ma eravamo attrezzati per sopportarlo anche a lungo».

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