Nigeriana incinta aggredita da un Italiano di mezz'età perché non voleva cedere il posto ad una donna bianca alla una fermata del bus. E' accaduto alcuni giorni fa sul lungomare tra Pescara e Montesilvano, ma solo dopo aver superato lo shock la donna ha deciso di raccontare la sua storia. Madre di due bambini, e moglie di un venditore ambulante, è al sesto mese di gravidanza in attesa di una bambina. Quel giorno era placidamente seduta in attesa del bus che l'avrebbe riportata a casa, in un centro rivierasco del Teramano, quando all'improvviso si avvicina una persona che con fare subito brusco le intima di sloggiare dalla panchina della fermata dell'autobus per far posto ad una signora che era rimasta in piedi. Alle rimostranze della donna che anche a gesti faceva capire di aspettare un bambino, l'energumeno si avvicinava dapprima strattonandola, e poi - come racconta la stessa donna - colpendola con un pugno allo stomaco. Segue un parapiglia che fortunatamente consente di calmare l'assalitore, un uomo di mezza età, mentre una donna chiama il 118 con il suo cellulare. Auto della polizia e un'autoambulanza giungono sul posto e mentre la donna viene soccorsa l'assalitore viene subito individuato dagli agenti. L'uomo viene colto da un malore.
La nigeriana è stata curata per le contusioni al ventre e alla testa. Per il momento non corre il rischio di perdere la bambina, ma dichiara di essere rimasta profondamente turbata dall'accadimento: era preparata manifestazioni di discriminazione e razzismo, ma mai avrebbe pensato di subire un'aggressione durante la gravidanza. Il presunto responsabile del gesto è stato denunciato alla polizia, anche grazie alla testimonianza della donna italiana che si è attivata per soccorrere la nigeriana. Lei dice di provare una profonda amarezza soprattutto in virtù del comportamento dell'assalitore, che a suo dire non si sarebbe nemmeno scusato. Dopo i fatti di Firenze, la vicenda assume fa riflettere: la comunità africana, fa sapere la nigeriana, rileva che questi tipo di episodio di natura razzista purtroppo sono sempre più in aumento in Abruzzo e sembrano andare di pari passo con l'acuirsi della crisi. Si registrano sempre più atti intolleranti nei loro confronti, dalle semplici esternazioni verbali fino a manifestazioni violente di intolleranza, come l'aggressione alla fermata del bus. Violente intollerabili, spesso avvolte dal silenzio dal momento che gli stranieri non hanno il coraggio di denunciare.