ROMA - Sono pronti a scattare, puntuali come ogni anno, i nuovi rincari in autostrada. Dal primo gennaio l'aumento medio dei pedaggi sarà di poco superiore al 3 per cento. Con punte però che potranno sfiorare le due cifre per certe tratte. Sulla rete di Autostrade per l'Italia, la più estesa e capillare del Paese gestita dal gruppo Benetton, l'aumento medio sarà tra il 2,5 e il 3 per cento. In linea cioè con i parametri messi a punto da legislatore che legano la tariffa all'andamento dell'inflazione e ai lavori e agli investimenti effettivamente realizzati dalle società concessionarie. Un norma, introdotta dopo un duro braccio di ferro, che consente non solo la tutela degli automobilisti, ma che dà anche certezze agli operatori che vedono adeguatamente remunerati i propri investimenti.
In queste ore i tecnici del ministero delle Infrastrutture stanno mettendo a punto il quadro complessivo, in attesa del via libera definitivo dal ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, e da quello dell'Economia, Mario Monti. L'istruttoria è stata aperta ma non c'è stato, almeno fino ad ora, l'imprimatur ufficiale.
Al di là delle tecnicalità formali, l'incremento è comunque dato per scontato. A differenza dello scorso anno sarà comunque molto meno pesante per gli automobilisti. Di certo, ed è una dato da sottolineare, l'aumento non va messo in connessione con lo sblocco degli investimenti per le grandi opere da parte dei privati. O, peggio, con le misure per dare slancio al settore che in queste ore Passera e il vice ministro Mario Ciaccia stanno attentamente esaminando. Si tratta di provvedimenti assolutamente distinti.
Tornando alle tariffe autostradali, nel 2011, come si ricorderà, ci fu un aumento medio di circa il 7 per cento, con un balzo addirittura del 19 per cento per la tratta Torino-Milano, gestita dal gruppo Gavio, mentre per la Strada dei Parchi, ora del gruppo Toto ma all'epoca dei Benetton, si registrò un impennata al casello dell'8,14 per cento. Punte che non si ripeteranno.
Il quadro sarà comunque molto articolato e variegato anche nel 2012. Dal ministero ovviamente non trapela nulla, ma per una tratta in particolare l'incremento si attesterà all'11%, mentre per due tratti autostradali di minore rilevanza vi sarà addirittura una riduzione della tariffa rispetto allo scorso anno. E questo perché i concessionari sono probabilmente in ritardo sul fronte della realizzazione delle opere infrastrutturali.
Bisogna poi aggiungere che all'interno delle tariffe è compresa una quota parte destinata all'Anas, che dovrebbe essere destinata, almeno teoricamente, al completamento e al miglioramento della rete.