Oggi il Consiglio dei ministri definisce la tabella di marcia del 2012. Regole stringenti contro l'elusione, nel mirino chi aggira il fisco
ROMA Riordino del sistema fiscale e intensificazione della lotta all'evasione, avvio della revisione della spesa pubblica, riordino del mercato del lavoro, riduzione del cuneo fiscale, liberalizzazioni, infrastrutture. L'agenda è fitta e piuttosto impegnativa, ma nel governo c'è la consapevolezza che il tempo a disposizione non è molto. A partire da gennaio quindi questi temi dovranno essere trasformati in provvedimenti legislativi; il consiglio dei ministri di oggi sarà l'occasione per buttare giù una tabella di marcia, anche in vista della conferenza stampa di fine anno. Diversi ministri si presenteranno con dossier su temi specifici: ad esempio Paola Severino sulla giustizia civile o Francesco Profumo sull'edilizia scolastica; il filo comune è naturalmente la necessità di rilanciare la crescita nel breve periodo ma anche su un orizzonte più duraturo.
Fisco. Sul tavolo c'è la delega presentata dal precedente esecutivo, alla quale erano legati anche fortissimi risparmi da realizzare in vista del pareggio di bilancio (risparmi che il governo Monti ha garantito almeno provvisoriamente con l'aumento differito dell'Iva). Il primo passo sarà quindi il riordino delle tax expenditures, le agevolazioni fiscali analizzate e classificate nei mesi scorsi dalla commissione guidata da Vieri Ceriani, ora sottosegretario all'Economia. Il lavoro finale della commissione dovrebbe essere pubblicato entro fine anno e rappresenterà la base di lavoro per l'accorpamento e la razionalizzazione delle agevolazioni intorno a priorità (già indicate nella delega) quali lavoro famiglia e ricerca.
Evasione. L'azione del governo farà in larga parte affidamento sulle norme già contenute nel decreto salva-Italia: quelle finalizzate a rafforzare i controlli, come l'obbligo per le banche di trasmettere al fisco i dati sui movimenti dei conti, ma anche quelle che hanno come obiettivo l'aumento della compliance, l'adeguamento spontaneo da parte dei contribuenti. Su quest'ultimo fronte l'amministrazione finanziaria dà grande importanza al regime di trasparenza appena introdotto (con i premi per chi invia telematicamente i corrispettivi o apre un conto specifico dedicato all'attività professionale). L'obiettivo, si spiega nel documento sulla manovra pubblicato sul sito del ministero dell'Economia, è «spezzare il fronte» degli evasori. Servirà invece un provvedimento ad hoc su un tema molto sentito dalle imprese l'abuso del diritto: ossia quei comportamenti che seppur formalmente regolari possono essere però interpretati come un tentativo di aggirare le norme e - in campo fiscale - pagare meno. L'idea è specificare in modo preciso questi comportamenti elusivi per distinguerli dal legittimo risparmio fiscale.
Catasto. Il progetto di riordino dell'attuale sistema è definito nello stesso documento del ministero dell'Economia «un'operazione poderosa». Tuttavia sarà avviato quanto prima, con l'obiettivo di arrivare in tempi rapida ad una legge delega. Il governo potrà contare sul lavoro preparatorio già svolto dall'Agenzia del Territorio, in particolare sulla differenza tra valori catastali e valori di mercato (è stimato un rapporto di 1 a 3,7).
Spesa. In base a quanto già previsto dalla seconda manovra estiva del governo Berlusconi, entro il mese di novembre il Parlamento avrebbe dovuto ricevere un programma di spending review. I tempi si sono allungati ma non di molto, almeno nelle intenzioni. L'obiettivo è razionalizzare i vari ambiti statali in cui sono presenti inefficienze e doppioni, ma anche passare al setaccio le circa 25 mila autorizzazioni di spesa presenti nel bilancio pubblico, molte delle quali concepite in momenti storici diversi con finalità ormai almeno in parte superate.
Lavoro. Qui il metodo conta almeno quanto il merito: l'intenzione è discutere i vari passaggi con le parti sociali. Messo almeno momentaneamente in secondo piano l'articolo 18, il focus è su ammortizzatori sociali e flessibilità. In parallelo il governo conta di procedere all'alleggerimento del cuneo fiscale, a beneficio dei lavoratori dipendenti.
Liberalizzazioni. Il premier, come già annunciato, vuole portare avanti già dal mese di gennaio quanto già avviato nel decreto su taxi, farmacie, professioni ed altri temi che hanno incontrato l'ostilità delle categorie interessate.
Infrastrutture. Servirà probabilmente una scelta delle opere su cui puntare, privilegiando quelle più immediatamente fattibili e dunque in grado di generare lavoro.