Iscriviti OnLine
 

Pescara, 08/04/2026
Visitatore n. 752.933



Data: 28/12/2011
Testata giornalistica: Rassegna.it
Quando Bocca lavorava in Fininvest

Da un'intervista al giornalista: "La tv di Berlusconi fu un'esperienza deludente, in televisione contano le doti di attore". Fu autore e conduttore di inchieste dal 1983 al 1989, lasciò prima della discesa in campo

Fedele Confalonieri e Giorgio Bocca si conoscevano perché per alcuni anni, dal 1983 al 1989, Bocca accettò di affrontare l'esperienza televisiva per le reti Fininvest come autore e conduttore di una serie d'inchieste e programmi di approfondimento (Prima pagina, Protagonisti, Novanta secondi le opinioni che contano, 2000 e dintorni, Il cittadino e il potere).

Bocca è stato anche opinionista di Dovere di cronaca e Dentro la notizia e ha condotto su Canale 5 Il mondo del terrore, un'inchiesta sul terrorismo italiano e internazionale degli anni '70-'80. Uno dei primi grossi personaggi che Bocca intervistò per Canale 5 fu Bettino Craxi. Durante l registrazione dell'intervista, in cabina di regia c'era anche Silvio Berlusconi che controllava che tutto venisse eseguito come da sue disposizioni. "La sera - rivelò Giorgio Bocca - mentre guardavo la trasmissione, mi accorsi che le telecamere mi avevo ripreso solo di spalle e in particolare sulla nuca, dove si annunciava la mia calvizie".

Un altro giorno a Giorgio Bocca fu chiesto d'intervistare Silvio Berlusconi sul tema della libertà di stampa, ma quell'intervista non fu mai trasmessa e a Bocca nessuno volle dare la benché minima spiegazione, nonostante lui avesse cercato di saperlo, chiedendo e telefonando a tutti quelli che lavoravano con lui a Canale 5. Perciò, i cinque anni trascorsi a produrre per le reti della Fininvest (lo scorporo delle reti televisive avverrà più tardi, nel '96, con la nascita di Mediaset) furono tutt'altro che gratificanti per il grande giornalista scomparso a Natale, che si vide schernito perfino da Mike Bongiorno, il cui programma di giochi andava in onda prima delle sue inchieste, che salutava i telespettatori dicendo: "Non andate via, che adesso verrà il povero Giorgio Bocca".

In un'intervista di qualche tempo fa fu chiesto a Giorgio Bocca (dall'autrice di questo articolo, ndr) cosa l'avesse spinto ad andare a lavorare per la Fininvest. "Io ho verso Berlusconi un sentimento ambiguo, nel senso che quando sono entrato nelle sue reti televisive - rispose l'intervistato - trovai un'azienda che dal punto di vista tecnico era migliore della televisione di stato. Cioè, c'era un padrone che faceva funzionare bene ogni cosa con grande capacità". E poi, anticipando con acume la domanda che sarebbe arrivata subito dopo, aggiunse: "Mi sono separato da lui quando è entrato in politica".

Anni dopo l'uscita del grande giornalista dal lavorare per le reti Fininvest, in virtù di quel rapporto più confidenziale che comunque si era instaurato fra una delle firme più autorevoli sulla scena del giornalismo italiano e Confalonieri, incontrandosi nuovamente il presidente di Mediaset disse a Bocca: "Quando Silvio decise di scendere in campo con Forza Italia, la nostra alternativa era di finire in galera come ladri o come mafiosi". Insieme a Marcello Dell'Utri, infatti, Confalonieri perfezionò la struttura di Publitalia e così, nel gennaio del 1994, nacque il partito-azienda di Berlusconi.

"La mia esperienza a Canale 5 - tirò le conclusioni Giorgio Bocca - fu deludente. Io ero abituato ad affidare la mia opera alle parole scritte e non capii per parecchio tempo che in televisione contano di più doti di attore".

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it